L’ACQUA PER GENOVA

Rosa Elisa Giangoia

            Ogni volta che nella sua casa sulle alture di Quezzi Antonio apre il rubinetto non può fare a meno di pensare che quell’acqua viene dai suoi monti e che è l’acqua della sua giovinezza.  Non è vero che sa di cloro, quello lo dicono i cittadini che non la conoscono; per lui sa di fiori, di erbe e di bacche, di tutte quelle piante profumate che prosperano lassù nei prati e nei boschi sulle pendici della catena dell’Antola fin giù sulle rive del Brugneto, ma soprattutto sa di impegno e di fatica. Anche se ormai sono passati più di cinquant’anni, quell’esperienza di lavoro non se la può certo dimenticare. E’ quella che ha cambiato la sua vita e la vita sui suoi monti: tutto questo per far sì che si potesse vivere meglio a Genova, quella Genova del dopoguerra che doveva ritornare ad essere una grande città dell’industria, del porto, del commercio, degli affari…

Allora lui era poco più che un ragazzo e viveva lassù a Garaventa, dove d’inverno si soffriva per il freddo e la neve, che mulinava in interminabili tormente, ma a primavera, quando la neve si scioglieva, c’erano tante sorgenti e fontane che facevano prosperare e fiorire i prati. Così era anche in tutti gli altri paesini a mezza costa e in quelli  di fronte. L’acqua scendeva giù, nel fondo della valle, dove scorreva il torrente Brugneto, Leggi il seguito di questo post »

MERCOLEDI’ 25 MARZO nella BIBLIOTECA “A. e A. Vago” di Santa Margherita Ligure

Luigi De Rosa ha così presentato LA VITA RESTANTE di Rosa Elisa Giangoia (Prefazione di Guido Zavanone – De Ferrari  editore – Genova 2014

Rosa Elisa Giangoia, di origine piemontese ma che vive a Genova da quando aveva tre anni, fondatrice e presidente dell’Associazione culturale ligure “Il Gatto Certosino” (presente anche sul web, http://www.ilgattocertosinowordpress.com) è stata docente di Lettere nei Licei genovesi, soprattutto nel prestigioso Liceo “Leonardo Da Vinci”. Una docente particolarmente preparata e coscienziosa, di cultura vasta, sempre aggiornata e approfondita. Classica e moderna nel contempo, è una letterata e studiosa in cui il passato e il presente convivono armoniosamente, con uno slancio continuo verso il futuro. Da molti anni è anche una scrittrice e poetessa di primo piano, coltissima e raffinata, e un’acuta e preparata saggista. E’ redattrice di Riviste prestigiose (tra cui la genovese Satura, insieme a Giorgio Bàrberi SquarottiGiuseppe Conte, Stefano Verdino, Guido Zavanone ed altri) . Tra i numerosi periodici nei quali la sua firma è costantemente presente, mi limito qui a ricordare i Quaderni di Autori Liguri dell’Associazione culturale L’Agave di Chiavari, e la rivista a diffusione nazionale “NTL- Nuova Tribuna Letteraria”, di Padova. Leggi il seguito di questo post »

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 Questa settimana per i tipi de Il Mulino esce nelle librerie la seconda edizione  dell’opera di un filosofo,

Francesco Calvo, scomparso prematuramente nel 2001,

intitolata Cercare l’uomo – Socrate, Platone, Aristotele

INTRODUZIONE

Carlo Biancheri

  Paul Ricoeur ha scritto l’introduzione riconoscendone l’originalità e la profondità del pensiero e la perfetta conoscenza della filosofia antica, moderna e contemporanea. Calvo veniva da una formazione kantiana, come allievo di Emilio Garroni, ma ha avvertito  che una filosofia ridotta ad epistemologia o a gioco linguistico non conduceva da nessuna parte; da qui l’approfondimento dei classici greci e del pensiero medievale che si presentano come una singolare risposta ad un’esigenza di senso e di ‘fondamento’ che viene avanzata nel nostro tempo e che va ben al di là della ricerca individualistica post-romantica dei filosofi del Novecento. Essere invece di apparire, cercare un fondamento che non sia semplicemente un prodotto storico transeunte: cerco l’uomo, la sua verità, questo è l’obiettivo dell’opera di Francesco Calvo.

 

Recensione

Rosa Elisa Giangoia

Come afferma Wittgenstein nel Tractatus, in filosofia o si è realisti o si è idealisti. Oggi sembra fondamentale riprendere il discorso sul realismo, non tanto di tipo scientifico, né pragmatico, né tanto meno ingenuo, ma quello classico di realismo metafisico, secondo cui esiste una realtà al di fuori del soggetto.

A questo scopo è senz’altro determinante l’opera Cercare l’uomo. Socrate Platone Aristotele Il Mulino, Bologna 2014) di Francesco Calvo Leggi il seguito di questo post »

E’ stato pubblicato il numero 52 di LETTERA in VERSI dedicata al poeta NAZARIO PARDINI

https://bombacarta.com/wp-content/uploads/letterainversi/letterainversi-052.pdf

su cui Ninnj Di Stefano Busà ha scritto questo giudizio critico che pubblichiamo con un vivissimo ringraziamento

Un bel lavoro quello effettuato sulla poetica di Nazario Pardini da parte di Rosa Elisa Giangoia e Liliana Porro Andriuoli. I due critici molto preparati e intellettualmente all’altezza di rilevare il talento dove si trovi, mettono in risalto un excursus di molte sue sillogi, in cui viene evidenziata la validità del linguaggio pardiniano, la sua grande abilità nel comporre sonetti, la sua godibile e poetica sigla che negli anni non ha mai esaurito la vena ispirativa, rafforzando semmai, la potenza scrittoria senza esauturarsi, né venire in conflitto con la sua ars potente, ineguagliabile, impostata su un classicismo della migliore levatura. La sua attività è venuta a rivelarsi man mano negli anni, con moltissime sillogi pubblicate che gli hanno valso numerosi e prestigiosi premi. La notevole abilità scrittoria di questo poeta, a mio avviso, consiste nel non essersi mai rivolto a spericolatezze, per farsi apprezzare, ma ha seguito la linea diretta del suo cuore e della sua mente, la sua terragna e favolosa ellade di luce che lo hanno posto in una posizione di avanguardismo lirico di notevole fruibilità. Perché, a mio modesto parere, Pardini è e resta un classico prestato alla modernità: egli sa narrare come nessuno mai, la campagna, i campi, i fiumi, la vegetazione, i panorami, le messi, le albe, i tramonti, le svariate peregrinazioni di un mondo agricolo rimasto invariato nel tempo/luogo della sua infanzia: la sua esorbitante attività non soltanto poetica, ma soprattutto critica e saggistica si evince dai numerosi interventi che lo stesso posta sul web, quale curatore e blogger del suo spazio letterario: il sito <alla volta di Leucade> che propone ai lettori e frequentatori. Complimenti vivissimi ai due curatori della rubrica: -Il gatto certosino- Bomba carta e all’autore stesso, che le ha guidati sulle sue tracce, permettendo ai lettori di gustare nella loro forza espressiva la potenza linguistica di un poeta-nato: che si è andata rivelando giorno per giorno, con giocosi e felici esiti in un’atmosfera di raffinati e notevoli barbagli entro un classicismo che non si è spento del tutto, traguardando con ammalianti figurazioni e amalgame rivisitazioni e stilemi personali, la più impegnativa opera di un poeta moderno, che si nutre di assonanze e metafore, stupende atmosfere e affabulanti, idilliache forme per progettare i suoi itinerari di luce poetica.

Ninnj Di Stefano Busà

invito (2)MARTEDI’ 17 MARZO al GRUPPO DI LETTURA presso la BIBLIOTECA SERVITANA eravamo in 12 e sono stati presentati i seguenti testi o parti di essi:

A. Tarulli, Sorridere anche domani (Simonetta Demuro);

A. Fiorentini – V. Bozzo, La Storia dell’Istituto Nautico “San Giorgio” di Genova (Vivi Marchese);

R. Navone, Viaggio nei caruggi (Raffaella Silvestrini);

Saffo, frammenti i, 16, 32 (Domenico Micillo);

R. Manzoni, El Yèmen. Un viaggio a Sanà 1877-1878 (Maria Cristina Ferraro);

E. Segré, Personaggi e scoperte della Fisica (Carlo Borasi);

P. Rumiz, Come cavalli che dormono in piedi (Francesco Orlando);

P. Tietz, Europa una fanciulla poco seria (Rosa Elisa Giangoia).

 

Il prossimo incontro si terrà MARTEDI’ 21 APRILE alle ore 16.30 alla BIBLIOTECA SERVITANA di via Baroni a Genova.

 

 

 

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Ninnj Di Stefano Busà

Intervista a Ninnj Di Stefano Busà

a cura di Nazario Pardini

N.P.: Quali sono le occasioni della vita che più hanno inciso sulla sua produzione letteraria? quanto di autobiografico c’è nelle sue opere? lei pensa che ci sia sempre differenza fra poesia lirica e poesia di impegno; o pensa che la poesia, essendo un’espressione diretta dell’anima, sia sempre lirica qualsiasi argomento tratti?

Risposta: le occasioni della vita sono davvero innumerevoli, e ad ognuna va data la giusta dimensione, il giusto valore per connettersi direttamente con l’anima, e dunque con la Poesia. Vi sono state occasioni in cui il cuore gioiva o s’incupiva, nelle quali vi sono state le nascite delle mie figlie, dei miei nipotini, rare e delicatissime le sensazioni, le suggestioni, anche l’ispirazione seguiva il corso delle vicende, com’è ovvio. Ma la mia produzione origina in profondità, tra le dita del caos, ha vissuto momenti e sedimentato molto in anni di attività letteraria, in cui sono stata esclusivamente lettrice e non autrice. Quasimodo che fu amico di mio padre, ne aveva intuito le capacità linguistiche, fin dal principio, incoraggiandomi a proseguire. L’ho fatto con la più ampia fede nel messaggio medianico della Poesia, perché la Poesia è un messaggio che ci viene dall’oltre, naviga negli spazi iperurani di altre realtà invisibili per offrirsi a noi che l’amiamo con tutta l’anima, ma non necessariamente e per tutti deve essere lirica né elegiaca, a volte può essere di “rottura”, sul tema sociale, morale, etc. Nei miei versi vi sono io, il mio pensiero e le mie riflessioni, senza essere solamente autobiografica, perché nella mia produzione c’è molta filosofia, a volte metafisica del pensiero, molta “estetica” come studio della parola in sé: vi sono io sullo sfondo, ma il mondo, l’universo visibile e invisibile tutt’intorno, vi è soprattutto l’esigenza di capire l’universalità dell’anima, attraverso la spinta interiore della coscienza e di intuirne i meccanismi, le regole, le condizioni dell’essere e del divenire.  

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Rosa Elisa Giangoia, La Vita restante, De Ferrari , Genova 2014

 Nota di Franco Casadei

 

Non ho mai conosciuto di persona Rosa Elisa Giangoia, ma solo attraverso due sue pubblicazioni di Fara Editore:  Appunti di poesia e Sequenza di dolore. Ciò che da subito mi rimase impresso fu la profondità dei temi da lei affrontati e la chiarezza del suo scrivere, la fruibilità per ogni tipologia di lettore. Studiosa e scrittrice di cultura smisurata, ha saputo mantenere la semplicità di chi sa insegnare e ritengo che la comunità letteraria le debba essere debitrice di questo suo spendersi infaticabile e senza vanità e pretese.

   La vita restante, recente silloge poetica edita da De Ferrari, conferma la personalità umana e letteraria di questa raffinata autrice. Un poemetto occupa un terzo del libro. Le restanti 30 poesie sono suddivise in sette brevi sezioni.

Il poemetto, L’emigrante, descrive la storia tormentata di un giovane che espatria da Genova a New York ove giunge il 13 aprile 1903, “trascinando sfasciati bagagli di pena” in cerca di fortuna. Il primo impatto lo incoraggia nelle sue speranze giovanili. Si trovò “in un immenso ordito ancora scarso di trama/ ..un mondo verde d’erba Leggi il seguito di questo post »

GIOVEDÌ 5 marzo ore 16

Biblioteca Servitana – via Baroni – Genova

GRUPPO ANTICA FOCE

 

LUNEDÌ 9 marzo ore 15

In collaborazione col CENTRO CULTURALE SAN FRANCESCO

Istituto Piccole Sorelle dei Poveri

Via Corridoni, 6 – Genova

GRUPPO di STUDIO per l’approfondimento di alcuni aspetti della “CRISI della RAGIONE”

Introduce e coordina CARLO BORASI

 

SABATO 14 marzo ore 17.30

Stanza della Poesia – Piazza Matteotti

La verità dell’ombra

Incontro con la poetessa LUCIANNA ARGENTINO

in occasione della pubblicazione della sua silloge poetica L’ospite indocile

Interventi di Rosa Elisa GIANGOIA e Francesco MACCIÒ

 

MARTEDÌ 17 marzo ore 16.30

Biblioteca Servitana – via Baroni – Genova

GRUPPO di LETTURA

 

VENERDÌ 20 marzo ore 18

Libreria booksIN – vico del Fieno, 40r – Genova

Presentazione a cura di Antonio Osvaldo MANCUSO

di EUROPA una fanciulla poco seria

analisi di un etimo dimenticato

di PAOLO TIETZ

(Liberodiscrivere)

 

GIOVEDÌ 26 marzo ore 16.30

Caffè Habañero – via Morin, 55 – Genova

ASSEMBLEA ANNUALE DELL’ASSOCIAZIONE

(seguirà convocazione)

Benito Poggio

Con un passato di insegnamento al Liceo Scientifico “Fermi” di San Pier d’Arena, vera fucina di personalità nei campi più diversi, Rosa Elisa Giangoia, scrittrice e poetessa nota e prolifica, ha pubblicato il suo ultimo lavoro (un vero e proprio poema e altri trenta vari componimenti) presentato, alla Fondazione De Ferrari, da Guido Zavanone (già Procuratore Generale al Tribunale di Genova, poeta raffinato oltre che autore dell’accurata e colta Prefazione) e da Stefano Verdino (docente all’Università di Genova, validissimo critico di larga fama). L’opera, nella prima parte, svolge un dettagliato racconto in versi scorrevoli dell’avventura di Salvatore, detto simpaticamente Salì, tesa alla grande evasione dal suo mondo piccolo e povero. Superfluo dire che l’opera sa subito accattivarsi la partecipazione sentita e la piena comprensione del lettore. Il protagonista, per voce della Giangoia, rievoca la propria avventurosa “historia”, espressa con insolita delicatezza di sentimenti e particolare capacità di penetrazione psicologica che non possono non incantare ogni lettore. L’opera ha un titolo indubbiamente accattivante: La vita restante e a chi legga “Emigrante”, l’affascinante poema che la apre, parrà chiaro che “la vita restante”, come si legge in chiusura, è la vita ancora da vivere – tanto per Salì quanto per l’autrice – e nel corso della quale si ripensa il tempo che è stato e le persone care che sono state; ma è anche la vita che avrebbe fatto ancora comodo al simpatico Salì, il nostro emigrante, per riannodare quanto, tra passato e presente, aveva vissuto “dall’altra parte del mondo”: significativo verso finale del poema che riecheggia l’espressivo “dalla fine del mondo” pronunciato da Papa Francesco nel giorno della sua intronizzazione. Il racconto si apre ad “Ellis Island” con “Genova” e “Cinna, il suo amore” nel cuore. Leggi il seguito di questo post »

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