Martedì 15 Maggio al GRUPPO di LETTURA presso la Biblioteca Servitana eravamo in 8 e sono stati presentati i seguenti libri:

Fabrizio Calzia, 101 storie su Genova che non ti hanno raccontato, New Compton Ed., 2011 (Giorgio Olivari);

Jacques le Goff, Il tempo sacro dell’uomo. La Legenda aurea di  Jacopo da Varazze, Laterza, 2014;

Francoise Gilot – Cariton Lake, Vita con Picasso, (Vivi Marchese);

Giuseppe Ungaretti, Lettere a Bruna, Mondadori, 2017 (Rosa Elisa Giangoia);

Adriano Bignone – Nilo Calvini, Campo di concentramento n. 95 (1941 – 1945) (Jolanda Bianchi);

Enrico Farina – Igino Vona, L’organizzazione dei Cistercensi nell’epoca feudale (Enrico Garani).

I nostri incontri riprenderanno nel mese di ottobre. Ringraziamo tutti coloro che hanno partecipato, animando il gruppo con la presentazione di libri interessanti, e auguriamo a tutti una buona estate.

 

 

 

 

 

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Mercoledì 2 Maggio ore 16.30

Biblioteca Servitana – via Baroni – Genova

Gruppo ANTICA FOCE

 

Lunedì 7 maggio ore 17

Fondazione De Ferrari – piazza Dante 9/18 – Genova

Presentazione del libro di poesie

MOMENTI

(De Ferrari Editore, 2018)

Di Laura SUPINO GHIRON

Con l’autrice interverrà Rosa Elisa Giangoia

 

Martedì 15 Maggio ore 16.30

Biblioteca Servitana – via Baroni – Genova

GRUPPO di LETTURA

 

Martedì 29 Maggio 2018 ore 17

Sala Consiliare Municipio VIII Medio Levante

Via Mascherpa 34 r (vicino P.zza Rossetti) – Genova

Ma tu la conosci la storia della Foce?

Presentazione da parte dei componenti del Gruppo ANTICA FOCE delle nuove acquisizioni del lavoro di ricerca, documentazione e archiviazione sulla vita della Foce nel passato postate nel blog http://anticafoce.blogspot.it

Interventi di Daniele CAGNIN e Severino FOSSATI

 

Giovedì 31 maggio ore 17

Libreria L’Antico Portale – vico S. Antonio, 3 (da via Balbi, a fianco di Palazzo Balbi-Raggio) – Genova

Presentazione del volume antologico

LIBRO CON FIGURE

(Città del silenzio Editore, 2018)

Di Isa MORANDO

Con l’autrice interverrà Rosa Elisa Giangoia

9788874756070_0_0_0_75-195x300Rosa Elisa Giangoia

   Mia madre mi odia, il romanzo d’esordio di Leyla Ziliotto, giovane italo-marocchina, si impone immediatamente all’attenzione per questo suo titolo ossimorico che scardina l’assunto tradizionalmente consolidato dell’amore materno, fatto di generosità fino all’abnegazione.

No, non è così per Sephora, la protagonista di questo romanzo che parla in prima persona per raccontare le sue vicende, dall’infanzia alla giovinezza, attraverso una tormentata adolescenza. Per queste caratteristiche il testo partecipa della tipologia narratologica dell’autobiografia del personaggio-protagonista che può rifarsi alle vicende personali dell’autore, pur senza ricalcarne pedissequamente i fatti. È il genere letterario affermatosi nella soggettività del pre-romanticismo con gli esempi celeberrimi del Werther e dell’Ortis, in cui lo scarto tra realtà e invenzione culmina nel suicidio dei protagonisti, estraneo invece alla vicenda biografica degli autori. Nello stesso tempo il romanzo di Leyla Ziliotto può rientrare nella consolidata tipologia otto-novecentesca del Bildungsroman per la giovane età della protagonista e per la sua capacità di raggiungere un’autonomia di vita pienamente consapevole. Tipologie narrative della tradizione che l’autrice piega al suo vissuto e al suo obiettivo di mettere in evidenza problematiche molto attuali e nello stesso tempo di scardinare stereotipi di pensiero troppo consolidati.

Sephora vive nel contrasto di due culture, oggi sovente obbligate a confrontarsi sulla pelle di persone deboli e inesperte, come possono essere i bambini e gli adolescenti. Sua madre infatti è nordafricana di fede islamica, mentre il padre è italiano. Ma l’inserimento della protagonista e di Gabriele, suo più giovane fratello, in questo mondo Leggi il seguito di questo post »

Martedì 17 al Gruppo di Lettura eravamo in 5 e sono stati presentati i seguenti libri:

A. Capranica, Il romanzo dei Windsor (Giorgio Olivari);

I. Montanelli – M. Cervi, L’Italia del Millennio (Raffaella Silvestrini);

A. Padovano, Alla scoperta dei segreti perduti di Genova (Maria Cristina Ferraro);

M. Sixsmith, Philomena (Iolanda Bianchi);

M. Buzzoni, Qua e là (Rosa Elisa Giangoia).

Il prossimo incontro si svolgerà Martedì 15 Maggio alle ore 16.30 sempre alla Biblioteca Servitana di via Baroni a Genova.

 

 

Mercoledì 4 aprile ore 16.30

Biblioteca Servitana – via Baroni – Genova

GRUPPO ANTICA FOCE

 

Sabato 14 aprile ore 16

Sala Consiliare

Municipio VIII Medio-Levante – Via Mascherpa, 34r – Genova

VENTO BON

Rievocazione del periodo dei velieri tra Golfo Paradiso e Genova

Quasi un “album concept” di GOFFREDO D’ASTE

accompagnato da Adrasto Costa

 

 Giovedì 12 aprile ore 17

Società Ligure di Storia Patria – PALAZZO DUCALE

Piazza Matteotti, 5 – Genova

Presentazione di

QUA E LÀ

Itinerari turistico-letterari vicini e lontani

(De Ferrari Editore 2018)

Di MILENA BUZZONI

Con l’autrice interverranno Rosa Elisa Giangoia e Silvana Zanovello

Letture a cura degli allievi della Scuola di recitazione G.A.G

 

Martedì 17 aprile ore 16.30                                        

Biblioteca Servitana – via Baroni – Genova

GRUPPO di LETTURA

Martedì 20 Marzo al Gruppo di Lettura presso la Biblioteca Servitana sono stati presentati i seguenti testi:

Lisa Genova, Still Alice – perdersi, ed. Piemme, 2016 (Iolanda Bianchi);

Jaqueline Kelly, L’evoluzione di Calpurnia, Salani ed., 2011 (Giorgio Olivari);

Alberto Angela, Impero, ed.Rai, 2010 (Raffaella Silvestrini;

Simonetta Valenziano, I misteri della Liguria, ed.De Ferrari, 2002 (Maria Cristina Ferraro).

Il prossimo incontro si svolgerà Martedì 17 aprile alle ore 16.30, sempre presso la Biblioteca Servitana in via Baroni a Genova.

 

Mercoledì 7 marzo ore 16.30

Biblioteca Servitana – via Baroni – Genova

GRUPPO ANTICA FOCE

 

Sabato 10 marzo ore 16

UNIVERSITÀ POPOLARE SESTRESE

Piazzetta Università Popolare, 4 Genova – Sestri

ANCORA LA FOCE ?!?
Tra tradizione e rinnovamento cantautori di ieri e di oggi
Introduzione di Rosa Elisa Giangoia
Interventi, esecuzioni di canzoni proprie e cover di cantautori genovesi di

Adrasto Costa e Goffredo D’Aste

 

 

Venerdì 16 marzo ore 17

Meeting Point della Libreria Safigi  – Vico  Sinope, 9 r – Genova – Pegli
presentazione del romanzo

MIA MADRE MI ODIA

(Edizioni Tabula Fati, 2017)

di Leyla Ziliotto

Introduce Rosa Elisa Giangoia

Interviene l’avvocato Alessandra Cavalli

Letture di Yusuf Ziliotto

 

                                                         Martedì 21 marzo ore 16.30                                        

Biblioteca Servitana – via Baroni – Genova

GRUPPO di LETTURA

 

    download La caduta di Villa Mameli di Fabrizio Thellung de Courtelary (Milano, Leone Editore 2016) riprende il genere letterario dell’autobiografia di un personaggio, affermatosi con il pre-Romanticismo (Alfieri), piegatosi alla tipologia epistolare con il Werther e l’Ortis, proseguito con molti esempi europei fino all’affermazione con La coscienza di Zeno nel Decadentismo.

   Si tratta, in definitiva, di un testo narrativo di impianto autobiografico, in cui l’autore non racconta le vicende della propria vita con l’atteggiamento della confessione, come avviene nella letteratura europea da Rousseau in poi, ma crea un personaggio, suo alter ego, a cui fa vivere vicende solo in parte coincidenti con le proprie, mescolando verità e invenzione, su uno scenario storico ricostruito invece con veridicità e precisione, con il ben preciso scopo di dimostrare una tesi interpretativa di tipo politico-sociale e culturale, appunto secondo l’alto esempio dell’Alfieri, del Werther e dell’Ortis.

   Il protagonista della vicenda narrata in questo romanzo è Giorgio Mameli, ultimo discendente di Goffredo, eroe del Risorgimento e autore del nostro inno nazionale, con il quale l’autore vanta un rapporto di discendenza, o meglio ancora di continuità di vita, avendo ereditato villa Mameli, sulle alture del primo entroterra di Genova, dove il giovane patriota e la sua famiglia trascorrevano le vacanze estive. Questa villa diventa quindi il trait d’union tra l’autore e il protagonista, ma nello stesso tempo l’elemento emblematico di tutta  la vicenda, metafora della parabola esistenziale del protagonista condizionata dalla storia italiana degli anni Settanta e Ottanta.

    Gli anni dell’infanzia e della prima adolescenza di Giorgio, contrassegnati da impuntature di carattere che danno luogo ben presto anche a situazioni problematiche, Leggi il seguito di questo post »

Oggi al GRUPPO di LETTURA alla BIBLIOTECA SERVITANA eravamo in 6 e

sono stati presentati i seguenti testi:

Antonio Skàrmeta, Il postino di Neruda (Raffaella Silvestrini);

Wolfgang Schivelbusch, Storia dei viaggi in ferrovia (Giorgio Olivari);

Fabrizio Thellung de Courtelary, La caduta di villa Mameli (Rosa Elisa Giangoia);

Kazuo Ishiguro, Notturni (Maria Cristina Ferraro);

Michael Zadoorian, In viaggio contromano (Jolanda Bianchi).

Il prossimo incontro si svolgerà sempre alla BIBLIOTECA  SERVITANA martedì 20 Marzo alle ore 16.30.

  

Rosa Elisa Giangoiaaccecatecantoricoverok

  Nel 2017 Angela Caccia, poetessa di Crotone, la cui produzione lirica ha avuto fin dagli esordi apprezzamenti e riconoscimenti, che sono andati crescendo negli anni, ha pubblicato due nuove sillogi che confermano il consolidarsi della sua linea poetica in un originale itinerario di sicura efficacia espressiva.

Nella prima silloge (Piccoli forse, LietoColle) a dominare è un linguaggio che si articola in un intessersi serrato di immagini sospese tra realtà e immaginazione in cui il surrealismo apre squarci di significato nella pregnanza di un’espressione fortemente soggettiva.  La voce poetante è intensamente concentrata su se stessa nella decifrazione di un mondo interiore che nel configurarsi poetico assume la consistenza di un’astrattezza pittorica, innervata da domande e riflessioni sull’esistenza. Si susseguono sensazioni forti («il cielo brucia più forte dell’inferno», p. 16), di fronte a cui si leva l’interrogativo della poetessa («non chiedermi il perché / di questi adombramenti», p. 16) che,  mossa da uno dei piccoli forse  che ci portano a scandagliare il nostro esistere, si confronta con la parola “morte”, sottolineandone la natura intrinseca di limite ontologico dell’esistenza umana («si scivola lenti e tutti / ad una morte sempre più anonima», p. 53), di fronte a cui occorre mantenere stoica determinazione («serbammo / solo un fondo di pietà, e ci bastò / per morire da uomini», p. 54). Leggi il seguito di questo post »

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