Mercoledì 10 Gennaio ore 16.30

Biblioteca Servitana – via Baroni

Gruppo ANTICA FOCE

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Martedì 16 Gennaio ore 17.00

Su invito della

FONDAZIONE GUIDO e GIOVANNA ZAVANONE

BIBLIOTECA UNIVERSITARIA

Salone delle Feste

Via Balbi, 40 – Genova

Giorgio Ficara

(Università adi Torino)

discute con Vittorio Coletti su

Ruolo e spazi della poesia nella cultura contemporanea

Coordina Stefano Verdino

(Segue rinfresco)

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Martedì 23 Gennaio ore 16.30

Biblioteca Servitana – via Baroni

GRUPPO di LETTURA

 

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9788899567248-684x1024Martedì 19 Dicembre al Gruppo di Lettura presso la Biblioteca Servitana eravamo in 8 e sono stati presentati i seguenti testi:

A. Padellaro, Il fatto personale. Giornali – Rimorsi – Vendette (Enrico Garabo);

G. Carofiglio, Il senso dell’equilibrio (Maria Cristina Ferraro);

V. Andreoni, La mia corsa nel tempo (Raffaella Silvestrini);

A. Bennett, La sovrana lettrice (Laura Monego);

O. Rizq, I miei due cuori nomadi (Rosa Elisa Giangoia).

Il prossimo incontro si terrà Martedì 23 Gennaio 2018, sempre alle ore 16.30 presso la Biblioteca Servitana di via Baroni a Genova.

 

 

 

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Rosa Elisa Giangoia

Il nuovo libro di Emilia Fragomeni Il senso della vita (Carta e Penna Editore, Torino 2017, pp. 145, € 15,00) rinnova l’antico genere letterario del prosìmetron, in quanto ad ogni racconto segue un testo poetico che riprende le stesse tematiche della narrazione, ma in una sintesi concettuale che sfrutta tutta l’efficacia che la più intensa espressività del testo poetico sa dare. Questo anche per evidenziare e testimoniare come per l’autrice le narrazioni non siano fine a se stesse, ma servano soprattutto per mettere in rilievo e veicolare messaggi di tipo esistenziale onde rivelare ai lettori “il senso della vita”, il fondamento, cioè, che ogni uomo dovrebbe avere per orientare il suo vivere verso la realizzazione della pienezza della sua umanità.

Per raggiungere questo suo scopo Emilia Fragomeni costruisce racconti in cui la realtà della sua esperienza di vita si dilata e arricchisce, grazie agli apporti della sua fantasia che crea personaggi e situazioni adatte a rendere più efficace il suo messaggio. Come lei stessa precisa nella sua Presentazione dell’Autrice «tutti […] nascono dall’intento d’invitare a riflettere e a interrogarsi sul senso della vita, dell’umanità, della storia stessa, senza trascurare sentimenti e ricordi».

Tra tutte le tematiche quella che prevale in questo libro è quella legata alla terra d’origine dell’autrice, quella Locride che ha lasciato giovinetta nel 1966, insieme ai suoi genitori, «con grande tristezza, con strappi profondi», «sciogliendo illusioni e speranze, per le difficili condizioni che vi si vivevano e, purtroppo, si vivono ancora», pur senza mai allontanarsi «veramente con il cuore». Per questo «i racconti diventano spesso una vera e propria testimonianza sia di quella realtà sia del bisogno stesso di riconoscersi nei suoi valori e non nei suoi disvalori da parte di molti, che vogliono vincere una sudditanza negativa e dare dimostrazione di una coscienza non più basata sulla paura». L’obiettivo dichiarato di Emilia Fragomeni è quello di opporsi alla mafia e di combatterla con l’arma della cultura che può diventare determinante per cambiare le mentalità e di conseguenza i comportamenti delle persone. Lei stessa dice: «I miei scritti vorrebbero celebrare “l’antimafia della cultura”, tale da avviare una mobilitazione delle coscienze» per evitare di continuare a fare «il gioco della mafia, che finora ha potuto contare anche su un vantaggio fatto di decenni di “uno strisciante consenso diffuso”, che l’ha resa ancora più forte».

Accanto ai racconti che  si ispirano alle vicende personali legate alla sua terra, ve ne sono altre che ampliano l’orizzonte tematico di Emilia Fragomeni portandola a narrazioni che nascono da situazioni particolari vissute dai suoi «figli, da un’alunna “straniera”, da un bambino down, da un amico obbligato a fare scelte difficili, da un ragazzo vittima di dissesti ambientali, da chi ha solo sogni nella vita e di questi vive…». Tutti, però, sono accomunati dall’intento dell’autrice di osservare e presentare fatti e personaggi attraverso una rigorosa coscienza morale nella «faticosa ricerca dell’autenticità del sentire e del sapere» in cui sta il vero «senso della vita», obiettivo ultimo a cui la scrittrice vuol far arrivare i suoi lettori, attraverso i percorsi impervi delle esistenze individuali e delle vicende quotidiane.

 

 

 

 

 

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Mercoledì 6 Dicembre ore 16.30

Biblioteca Servitana – via Baroni

Gruppo ANTICA FOCE

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Lunedì 11 Dicembre ore 17.00

Sala Consiliare – Municipio VIII Medio-Levante

Via Mascherpa, 34r

TRADIZIONI NATALIZIE GENOVESI

Interventi di Rosa Elisa Giangoia e Rosanna Marcenaro

Intermezzi musicali di Goffredo D’Aste

Lettura di testi poetici in genovese di Francesco Boero e Marcello Chiastellino

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Lunedì 18 Dicembre ore 17.00

Palazzo Ducale – Sala della Società di Storia Patria (Piano terra a sinistra entrando da piazza De Ferrari)

Rosa Elisa Giangoia

presenta

SCRIVERE DI GUSTO

(De Ferrari Editore)

di MARIA CRISTINA CASTELLANI

Letture di Giovanni Cadili Rispi e Gloria Pastine

Con commento musicale di Goffredo D’Aste

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Martedì 20 Dicembre ore 16.30

Biblioteca Servitana – via Baroni

GRUPPO di LETTURA

 

www.mondadoristoreMercoledì 15 Novembre al Gruppo di Lettura eravamo in sei e sono stati presentati i seguenti testi:

C. Repetti, Insolita storia di una vita normale (Laura Monego);

A. Bonnal – A. Tronche, Malta  (Vivi Marchese);

M. Houllebecq, Sottomissione (Enrico Garano);

A. Pigafetta, La mia longa et pericolosa navigatione (Giorgio Olivari);

B. Okoedion – A. Pozzi, Il coraggio della libertà (Raffaella Silvestrini);

B. Le Maire, Musica assoluta (Rosa Elisa Giangoia).

Il prossimo incontro sarà Mercoledì 20 Dicembre sempre alle ore 16.30 alla Biblioteca Servitana di via Baroni a Genova.

Sabato 4 ore 17.00

Su invito del Centro Terralba – via Terralba 4R – Genova

Pensieri scritti, parole lette ed una tazza di the

“Elogio della frutta e della verdura nella poesia di Carla Caselgrandi”

Sarà presente l’autrice

 

Mercoledì 8 ore 16.30

Biblioteca Servitana – Via Baroni – Genova

GRUPPO ANTICA FOCE

 

Giovedì 9 ore 17.00

Biblioteca Universitaria – via Balbi, 40 – Genova

Rosa Elisa Giangoia presenta

Il mare è una sirena

(Condaghes, Cagliari 2017)

di Bruno ROMBI

In dialogo con l’autore che leggerà alcuni brani

 

Venerdì 17 ore 16.00

In collaborazione con il Centro Studi San Francesco

Parrocchia di San Carlo – via Balbi, 7 – Genova

Relazione di Carlo BORASI

La filosofia della scienza del XX secolo

 

Martedì 21 – ore 16.30

Biblioteca Servitana – via Baroni – Genova

GRUPPO di LETTURA

 

Sabato 25 – ore 18.30

In collaborazione con il Teatro G.A.G.

Palazzo Doria Tursi – Sala consiliare – via Garibaldi, 9 – Genova

LA FATA MORGANA. FANTASIA SU UN MITO

di Marica ROBERTO

(spettacolo teatrale vincitore del Premio della Sezione Autori messo in palio dal Comune di Genova

per Actors Poetry Festival 6th)

Ieri 17 ottobre al GRUPPO di LETTURA presso la Biblioteca Servitana sono stati presentati i seguenti libri:

Giorgio Olivari:   Bruno Vespa, Donne di cuori, Bompiani,2009

Laura Monego:   Oscar Wilde, De Profundis, Feltrinelli, 1966

Gabriella Zurli:   Alessandra Necci, Isabella e Lucrezia, le due cognate, Marsilio, 2017

Enrico Gariano:   Francesco Macrì – Laura Serra, Il marchese Girolamo Serra, GGallery, 2014

Maria Rosa Acri Borello:   George Orwell, Omaggio alla Catalogna, Mondadori, 2016

Maria Cristina Ferraro:   Ernst Lothar, La melodia di Vienna, e/o, 2014

Il prossimo incontro si terrà Mercoledì 15 Novembre alle ore 16.30 sempre presso la Biblioteca Servitana di via Baroni a Genova.

Isa Morando

All’angolo della Loggia di Banchi, nel cuore storico di Genova, molti anni fa, era consueto incontrare un uomo di colore, un africano alto e atletico, bello. Proponeva con dignità, senza alcuna insistenza, ai passanti più o meno frettolosi una rivista dal titolo suggestivo – evidente richiamo alla fantastica costruzione letteraria di Tolkien -: “Terre di mezzo”. Il suo viso sembrava esprimere la consapevolezza dolente di una condizione di vita – quella della sua terra d’origine – di cui probabilmente si sentiva non solo parte, ma testimone e portavoce. Eravamo ancora molto lontani da quello che si sarebbe rivelato come il dramma più sconvolgente dei nostri tempi, il flusso migratorio inarrestabile che si riversa nel nostro paese nella sostanziale indifferenza dell’Europa.

Comprai un paio di volte la rivista, la lessi con attenzione, ne parlai con un mio grande amico, collega di italiano, ne riproposi i contenuti  – con il suo assenso e il suo  appoggio – ai miei alunni del liceo classico Colombo, riscontrando nella loro giovane età una coscienza molto più matura di quanto non potessi immaginare. Forse in quella occasione, forse perché i primi destinatari erano stati i ragazzi di una seconda liceo –  oggi quarta – che stavano affrontando la lettura del Purgatorio dantesco, mi venne in mente per la prima volta – e ne convenne il mio amico – che la “terra di mezzo” poteva accostarsi al “Purgatorio”, almeno in quanto “vita sospesa”. Si trattava, ovviamente, di un accostamento temerario: da una parte la storia reale e drammatica  di un’esistenza resa precaria per gli errori, le colpe e gli orrori perpetrati sistematicamente  per decenni – per secoli – da altri uomini di altre razze dominanti. Una sofferenza, dunque, inflitta e subita in parte senza responsabilità – a differenza del Purgatorio dantesco, in cui la sofferenza è strettamente correlata alla responsabilità personale del peccato – e comunque denunciata nella prospettiva di un possibile, aleatorio e comunque lontanissimo, riscatto.

Dante, il “Purgatorio”, la “terra di mezzo” fra l’orrore dell’Inferno e la sublimazione del Paradiso…   Leggi il seguito di questo post »