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Mercoledì 6 Dicembre ore 16.30

Biblioteca Servitana – via Baroni

Gruppo ANTICA FOCE

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Lunedì 11 Dicembre ore 17.00

Sala Consiliare – Municipio VIII Medio-Levante

Via Mascherpa, 34r

TRADIZIONI NATALIZIE GENOVESI

Interventi di Rosa Elisa Giangoia e Rosanna Marcenaro

Intermezzi musicali di Goffredo D’Aste

Lettura di testi poetici in genovese di Francesco Boero e Marcello Chiastellino

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Lunedì 18 Dicembre ore 17.00

Palazzo Ducale – Sala della Società di Storia Patria (Piano terra a sinistra entrando da piazza De Ferrari)

Rosa Elisa Giangoia

presenta

SCRIVERE DI GUSTO

(De Ferrari Editore)

di MARIA CRISTINA CASTELLANI

Letture di Giovanni Cadili Rispi e Gloria Pastine

Con commento musicale di Goffredo D’Aste

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Martedì 20 Dicembre ore 16.30

Biblioteca Servitana – via Baroni

GRUPPO di LETTURA

 

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www.mondadoristoreMercoledì 15 Novembre al Gruppo di Lettura eravamo in sei e sono stati presentati i seguenti testi:

C. Repetti, Insolita storia di una vita normale (Laura Monego);

A. Bonnal – A. Tronche, Malta  (Vivi Marchese);

M. Houllebecq, Sottomissione (Enrico Garano);

A. Pigafetta, La mia longa et pericolosa navigatione (Giorgio Olivari);

B. Okoedion – A. Pozzi, Il coraggio della libertà (Raffaella Silvestrini);

B. Le Maire, Musica assoluta (Rosa Elisa Giangoia).

Il prossimo incontro sarà Mercoledì 20 Dicembre sempre alle ore 16.30 alla Biblioteca Servitana di via Baroni a Genova.

Sabato 4 ore 17.00

Su invito del Centro Terralba – via Terralba 4R – Genova

Pensieri scritti, parole lette ed una tazza di the

“Elogio della frutta e della verdura nella poesia di Carla Caselgrandi”

Sarà presente l’autrice

 

Mercoledì 8 ore 16.30

Biblioteca Servitana – Via Baroni – Genova

GRUPPO ANTICA FOCE

 

Giovedì 9 ore 17.00

Biblioteca Universitaria – via Balbi, 40 – Genova

Rosa Elisa Giangoia presenta

Il mare è una sirena

(Condaghes, Cagliari 2017)

di Bruno ROMBI

In dialogo con l’autore che leggerà alcuni brani

 

Venerdì 17 ore 16.00

In collaborazione con il Centro Studi San Francesco

Parrocchia di San Carlo – via Balbi, 7 – Genova

Relazione di Carlo BORASI

La filosofia della scienza del XX secolo

 

Martedì 21 – ore 16.30

Biblioteca Servitana – via Baroni – Genova

GRUPPO di LETTURA

 

Sabato 25 – ore 18.30

In collaborazione con il Teatro G.A.G.

Palazzo Doria Tursi – Sala consiliare – via Garibaldi, 9 – Genova

LA FATA MORGANA. FANTASIA SU UN MITO

di Marica ROBERTO

(spettacolo teatrale vincitore del Premio della Sezione Autori messo in palio dal Comune di Genova

per Actors Poetry Festival 6th)

Ieri 17 ottobre al GRUPPO di LETTURA presso la Biblioteca Servitana sono stati presentati i seguenti libri:

Giorgio Olivari:   Bruno Vespa, Donne di cuori, Bompiani,2009

Laura Monego:   Oscar Wilde, De Profundis, Feltrinelli, 1966

Gabriella Zurli:   Alessandra Necci, Isabella e Lucrezia, le due cognate, Marsilio, 2017

Enrico Gariano:   Francesco Macrì – Laura Serra, Il marchese Girolamo Serra, GGallery, 2014

Maria Rosa Acri Borello:   George Orwell, Omaggio alla Catalogna, Mondadori, 2016

Maria Cristina Ferraro:   Ernst Lothar, La melodia di Vienna, e/o, 2014

Il prossimo incontro si terrà Mercoledì 15 Novembre alle ore 16.30 sempre presso la Biblioteca Servitana di via Baroni a Genova.

Isa Morando

All’angolo della Loggia di Banchi, nel cuore storico di Genova, molti anni fa, era consueto incontrare un uomo di colore, un africano alto e atletico, bello. Proponeva con dignità, senza alcuna insistenza, ai passanti più o meno frettolosi una rivista dal titolo suggestivo – evidente richiamo alla fantastica costruzione letteraria di Tolkien -: “Terre di mezzo”. Il suo viso sembrava esprimere la consapevolezza dolente di una condizione di vita – quella della sua terra d’origine – di cui probabilmente si sentiva non solo parte, ma testimone e portavoce. Eravamo ancora molto lontani da quello che si sarebbe rivelato come il dramma più sconvolgente dei nostri tempi, il flusso migratorio inarrestabile che si riversa nel nostro paese nella sostanziale indifferenza dell’Europa.

Comprai un paio di volte la rivista, la lessi con attenzione, ne parlai con un mio grande amico, collega di italiano, ne riproposi i contenuti  – con il suo assenso e il suo  appoggio – ai miei alunni del liceo classico Colombo, riscontrando nella loro giovane età una coscienza molto più matura di quanto non potessi immaginare. Forse in quella occasione, forse perché i primi destinatari erano stati i ragazzi di una seconda liceo –  oggi quarta – che stavano affrontando la lettura del Purgatorio dantesco, mi venne in mente per la prima volta – e ne convenne il mio amico – che la “terra di mezzo” poteva accostarsi al “Purgatorio”, almeno in quanto “vita sospesa”. Si trattava, ovviamente, di un accostamento temerario: da una parte la storia reale e drammatica  di un’esistenza resa precaria per gli errori, le colpe e gli orrori perpetrati sistematicamente  per decenni – per secoli – da altri uomini di altre razze dominanti. Una sofferenza, dunque, inflitta e subita in parte senza responsabilità – a differenza del Purgatorio dantesco, in cui la sofferenza è strettamente correlata alla responsabilità personale del peccato – e comunque denunciata nella prospettiva di un possibile, aleatorio e comunque lontanissimo, riscatto.

Dante, il “Purgatorio”, la “terra di mezzo” fra l’orrore dell’Inferno e la sublimazione del Paradiso…   Leggi il seguito di questo post »

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Pubblichiamo il testo teatrale FATA MORGANA vincitore del I Premio all’ActorsPoetry Festival 2017 di Genova nella sezione Autori-performers.

FATA MORGANA è uno spettacolo teatrale scritto, interpretato e diretto da MARICA ROBERTO, diplomata al Piccolo Teatro di Milano con Giorgio Strehler con cui ha lavorato in molti allestimenti, tra cui Arlecchino servitore di due padroni Faust frammenti 1 e 2. Ha partecipato agli allestimenti del Piccolo Teatro per 8 anni, poi ha iniziato un suo personale percorso di autrice e creatrice di spettacoli con la fondazione della compagnia Attori&Musici che ha la musica come fondamento strutturale dei suoi lavori.

FATA MORGANA è uno spettacolo di forte coinvolgimento emotivo, anche per l’impatto delle percussioni impetuose e del linguaggio intensamente espressionista per il sapiente impasto di lingua e dialetto. Si tratta di un monologo travolgente, tra recitazione, canto e musica dal vivo, che mette in scena la Fata Morgana, fenomeno di miraggio tipico dello stretto di Messina, diventato poi personaggio del mito, in una reinterpretazione fantastica in cui si fa voce di denuncia per storie di donne vittime della mafia e della criminalità organizzata. E’ un testo di forte valenza sociale e politica con cui l’autrice vuole mostrare al pubblico, attraverso una fantasiosa rielaborazione mitica, fatti e vicende di vita a che la distorsione dell’informazione di massa ha sempre tentato di nascondere. Attraverso la voce della Fata Morgana, sostenuta e sottolineata dalle musiche siciliane, prendono vita donne che sono state uccise perché hanno rifiutato di prostituirsi, perché non hanno taciuto quanto avevano visto e appreso, madri che hanno cercato invano i propri figli spariti, che sono state costrette a fuggire, tutte sempre ingannate dall’amore.

E’ un teatro di denuncia che vuole sfatare la falsa convinzione secondo cui il codice d’onore mafioso impedirebbe di toccare le donne e i bambini: sotto l’etichetta di “femminicidio” si celano sovente storie oltremodo inquietanti di “disonorate”  e “suicidate”.

Purtroppo la lettura del solo testo non può rendere appieno tutto il valore e l’efficacia espressiva e comunicativa di questo lavoro che si avvale della vibrante recitazione di Marica Roberto e delle intense sonorità musicali dei bravi esecutori.

LA FATA MORGANA fantasia su un mito

Personaggi

La Fata Morgana (in forma di nove sorelle)

Uomini (che sono anche i musicanti)

*La fata morgana è un tramite per il racconto di tutte le donne, una
“medium”, una madre che si prende cura, vestita esageratamente di cose come
una strega, zingara, coi vestiti sovrapposti delle sue sorelle.*
*L’azione del racconto sarà scandita dall’uso di oggetti come una favola,
quasi un “cunto”. Alcuni oggetti sono “obbligati” perché vengono dai fatti
di cronaca: queste donne sono vittime delle mafie. *

FATA Culla, stanza, esercito, santo, mare, fiume, paese, ventre … culla,
stanza, esercito, santo, mare, fiume, paese, ventre … ( *tirando fuori da
un bustone della spazzatura cose*)

Vi racconterò storie, come ossessioni d’amore.

Non so perché, “gira vota e firrìa”
l’amore entra di qua l’amore esce di là,
non so perché, perché in tutte le mie storie
inciampo sempre in questa cosa qua
l’amore che viene l’amore che va.

Forse è che anch’io, Fata Morgana, sono stata amante di Re, moglie infelice
amante felice. Sorella, amante, sacerdotessa, madre, maga, regina, fata
delle Acque fata d’acqua fatta d’acqua. Sono miraggio. Mi chiamano Morgana
Morgane Morgaine Morgan Morgen Morrigan; bambina mi chiamano, ragazza,
donna, Maria Rosa Antonia Santa mamma nonna nipote madre, mi chiamano madre.
Io, la più vecchia di nove sorelle, nove fate devastate e feconde,
guaritrice sono, e le mie sorelle le riporto in vita. Da qualunque forma e
da qualunque sgarbo, da qualunque malattia e da qualunque violenza.

Contastorie, che un po’ di storie ve le voglio contare
Cantastorie, che un po’ di storie ve le voglio cantare.

MUSICA – CANTO : OLÍ OLÍ OLÀ Balistreri (*come d’allegria*):

OLÍ OLÍ OLÀ
POCU PAROLI

PALAZZU FABBRICA

OLÍ OLÍ OLÀ PALAZZU FABBRICATU

‘NMENZU O MARI

‘NMENZU LU MARI C’È

NA VILLA NOVA
VENI LU VENTU E LA

OLÍ OLÍ OLÀ

VENI LU VENTU E LA
MMUTTA A LA PLAJA …
TOLLA ‘NTICHITI TOLLA-LA
TOLLA ‘NTICHITI TOLLA-LA
TOLLA ‘NTICHITI TOLLA-LA
TOLLA RA LA LA …
CI STA NA PICCIUTTEDDA MARIOLA

DI NOMU CI MITTEMU
OLÍ OLÍ OLÀ
DI NOMU CI MITTEMU CAMIOLA

TENI LI CAPIDDUZZI BRUNI E RIZZI

E SI LI ‘NTRIZZA A LA
OLÍ OLÍ OLÀ
E SI LI ‘NTRIZZA A LA PALERMITANA

TOLLA ‘NTICHITI TOLLA-LA
TOLLA ‘NTICHITI TOLLA-LA
TOLLA ‘NTICHITI TOLLA-LA
TOLLA RA LA LA.

Signori! Si comincia! E ‘ssttativi!

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