LA CHINASERGIO LA CHINA è nato a Udine nel 1933 ed è di origini siciliane, ma vive a Genova dall’adolescenza, dove per oltre cinquant’anni è stato docente alla Facoltà di Giurisprudenza e ha esercitato la professione di avvocato.

Si è dedicato alla poesia sin dagli anni Cinquanta e ha pubblicato quattro raccolte di liriche (Versi brevi, 1968; Schegge, 1984; Canti d’amore, di mare e di deserto, 1992; Versi appassionati, 2010).

La sua è una poesia che trae ispirazione dal paesaggio, soprattutto marino , sia della Liguria che della Sicilia, dagli affetti famigliari e dalle riflessioni filosofiche sull’umana esistenza. È una poesia che rivela sensibilità e cultura, condotta con efficacia e precisione espressiva, in un tono scorrevole e discorsivo, sempre controllato, senza effusioni sentimentali o sfoghi emotivi; le immagini sono appropriate e spesso originali; il metro e il ritmo vengono ben padroneggiati e contribuiscono a quella musicalità che nasce dall’anima e si comunica con facilità e coinvolgimento al lettore.Ultimamente la sua poesia si è arricchita della conoscenza della letteratura e della lingua araba con la quale ha composto alcune nuove delicate liriche.

 

الغيوم   تهرب  في  السماء

الايام تهرب    في  الزمن

و لا  تتركنا   ذكريات  سعيد

ذكرياة    هي حديقة  الورود

 

Le nuvole fuggono nel cielo

i giorni fuggono nel tempo,

ma non ci lasciano i ricordi felici.

La memoria è un giardino di rose.

Genova,   Natale 2014

 

 

 

النجوم   لا تنتصر     على  الظلمة  الليلة

كل شي  خفي  و مجهول

انت  بعيدة

و لكن سيطلع  القمر الصديق

سيمنح  ضوء  لوجهك

نحن سنعيش  متحدين  احلامنا

 

Le stelle non vincono l’oscurità della notte,

tutto è nascosto e  ignoto,

tu sei lontana,

ma sorgerà l’amica luna,

darà luce al tuo volto

e vivremo uniti i nostri sogni.

Genova,  13 febbraio 2015

 

 

اسف البدوى

 

انا  فسطاطكى فى السنة  ماض

الان فقط رمل  و صحر

 

اين  انت    حلم   امل

انا لا فقدت

انت قريبة في ذك

 

Il  rimpianto del beduino

Qui era la tua tenda l’anno passato

Oggi è solo sabbia e deserto.

Dove sei tu, mio sogno , mia speranza ?

Io non ti ho perduta,

Tu mi sei vicina nel ricordo

 

 

 

NAUFRAGHI   NEL   TEMPO

     

      Ondate di giorni ed anni e stagioni

ci  sommergono nell’oceano del tempo.

Navi disalberate alle scogliere

Disperdono ricordi, memorie.

Dal cielo torbido nemico

invochiamo un Angelo Salvatore

raggiante di luce

che ci guidi all’eterna primavera.

30.11.2013

 

 

 

 

 

AD  UNA  DONNA  DISORIENTATA

 

Ora sei sola, avvolta di silenzi.

I tuoi sguardi cercano la notte,

vano rifugio alle malinconie.

Intenerita miri nello specchio

La tua cara figura,

attendi il nuovo giorno con paura.

Fuggi le parole d’amore,

spegni i ricordi,

ti accarezzi piano i capelli,

ti guardi le mani, sospiri.

Sei bella e infelice.

Ma il tempo non si ferma,

un’altra estate ti risveglierà,

rifiorirai.

 9.11.2012

 

 

POESIA IN STILE ISLAMICO

 

***

 

Dio,

l’unico,

l’eterno.

Egli è,

non ha principio né fine.

Signore dei mondi,

Signore del tempo,

il Sempre-Creatore,

suo è l’orgoglio del sole,

sua la dolcezza della notte,

suo il silenzio dei deserti,

il canto insonne del mare,

l’ardire dei venti senza confini.

Tutto da Lui proviene,

tutto a Lui ritorna,

e la sua luce non avrà tramonti.

31.10.2012

 

 

MEZZOGIORNO  SUL  MARE  DI SICILIA

 

L’altero volo del gabbiano,

amico dei venti,

alìando nel cielo luminoso

crea spazi infiniti,

apre vie avventurose per tutti gli orizzonti.

Il silenzio del mare évoca sogni,

dolcezze segrete,

memorie di passioni mai spente,

gioia di luce e di sorrisi,

felicità senza rimpianti

27.5.2012

 

 

UNA DONNA RICORDA    

 

Ho dimenticato il nome dei fiori

che mi regalavi ogni mattina

all’alba del nostro amore,

ho dimenticato il nome delle stelle

che contavamo insieme nelle nostre notti,

ho dimenticato le piste che percorrevi

per giungere a me

e mi chiamavi la tua oasi felice

e regina dei tuoi sogni

e luce dei tuoi giorni.

 

Ma il tempo, che non conosce misericordia,

ci ha divisi.

La mia vita è perduta,

è come un fiume che sfocia nel deserto,

una nuvola che il qamsin porta via,

una canzone che nessuno canta più.

(traduzione dall’arabo)

5.32011

 

 

Da VERSI APPASSIONATI  (2010)

 

 

 

 

 

PADRE, ABBIAMO SOFFERTO LONTANI

 

Oh, padre, abbiamo sofferto lontani.

Avevo ancora tante cose da dirti

e mi hai lasciato.

Quando con voce grave mi parlavi,

ricordi, rimproverandomi qualcosa,

dicevi sempre: «È per il tuo bene,

capirai un giorno».

Ora capisco;

ora che parlo a mio figlio,

il biondino spavaldo che m’ascolta

confuso e insofferente,

con le parole e il tono tuo di allora, capisco.

 

Vorrei rivederti.

 

E ti parlerò della tua, della nostra terra,

la buona terra calda, fertile d’uve saporose,

del mare che tanto amavi,

delle spiagge vergini nell’alba rilucente

battute dal vento libico.

Tre volte abbraccerò la tua ombra dolente,

non ti lacerò mai più

e saremo felici.

Genova, 26 ottobre 1994 / 9 gennaio 1995

 

 

MA OGGI HO VOGLIA SOLO DI SOGNARE

 

Ma oggi ho voglia solo di sognare,

disteso sulla spiaggia, in riva al mare

seguendo il volo teso dei gabbiani

senza pensare all’ieri né al domani.

 

Partire, dimenticare.

Partir per sempre, senza più ritorni,

dimenticar gli amori, le ambizioni

e speranze e doveri ed emozioni

che sono state trama dei miei giorni.

 

Scomparire nella sera,

via nell’ombra che nasconde

e tentare una preghiera

verso il ciel che non risponde.

Genova, 5 gennaio / 15 settembre 2000

 

 

AMOR CONIUGALE

 

Abbiamo attraversato il tempo

tenendoci per mano.

Siamo andati per le strade della vita

senza smarrirci,

fedeli alla gioia del primo incontro,

nella luce del tuo sorriso.

Sei stata bella un giorno,

sarai bella per sempre.

Genova, 30 settembre 2002

 

 

RITORNO A DONNALUCATA

 

Un altro anno è tramontato, ed io ancora

sono qui, stupito di esistere,

per ritrovare il passato,

frammenti di ricordi e di immagini,

lampi di luce e di dolore,

prima che la stanchezza del vivere

cancelli dalla memoria le ultime linee

dei volti che ci furono cari.

Donnalucata, 25 agosto 2006

 

 

COM’È BREVE L’ESTATE

 

Com’è breve l’estate,

com’è breve la vita!

Ogni tramonto si porta via

frammenti di ricordi,

luce di illusioni,

dolcemente spegne antiche speranze.

Il mare sereno, che non conosce tempo,

promette oblio.

Lontana una vela candida

si dissolve nell’ultima luce,

non tornerà mai più.

Varazze/Genova, 4 luglio / 5 agosto 2009

 

 

VECCHIAIA

Mi sento

come una lepre sperduta nella notte,

fuggiasca di tana in tana.

E questa notte non avrà mattino.

Verona, 25 settembre 2009

 

 

 

Da CANTI D’AMORE, DI MARE E DI DESERTO (1992)

 

ALLE MIE FIGLIE

 

Le vostre vite non mi appartengono.

Fanciulle regali, avanzate

nel vostro tempo sconfinato

come navi superbe

in un mare di mille luci.

 

Il vostro sorriso

di adolescenti pallide

per me è mistero.

 

Dispensatrici d’ansia e di speranza

vi allontanate altere, senza voltarvi,

ed io in silenzio

vi guardo, vi seguo, vi perdo.

Genova, 3.7/29.12. 1984

 

 

LA NOTTE DELLE LAMPARE

 

Una barca, a sera;

sta, nelle acque accidiose,

attende che si compia

l’agonia della luce.

Il mare ha riflessi di cenere.

 

Dal litorale brumoso

si staccano ombre nere,

furtive come desideri segreti.

A notte accenderanno le lampare,

povera litania di lumi

ne la tenebra splendida ostile.

Genova, 27.12.1985 / 22.3.1986

 

 

 

CHE BELLE, QUESTE DONNE UN PO’ FANÉ

 

Che belle, queste donne un po’ fané

che un velo di trucco, sapiente,

rincuora

e i volti segna un’ombra di stanchezza.

 

Si muovono con garbo, hanno la voce

educata e gentile

ed ogni gesto delle bianche mani

è sobrio e lieve come una carezza;

pur lo sguardo hanno franco, e non si abbassa

e non schiva lo sguardo che le ammira,

e nel cielo degli occhi verde-chiari

passano onde di ricordi amari

e nostalgie di rondini migranti

e riflessi di mari lontani

fulgenti di sole;

sogno di giovinezza, ansia d’amore.

Trieste/Genova, 2.2/3.2.1990

 

 

 

ED ANCHE TU SEI FRAGILE

 

Ed anche tu sei fragile, dea;

pur te hanno ferito

il disinganno, l’abbandono, gli addii.

 

Sulla terrazza a mare

lungamente stai, trasognata,

gli occhi verdi senza pensiero.

 

Un fremito lieve di pianto

Increspa la bocca altera.

Genova, 21.6/4.8.1992

 

 

 

 

PREGHIERA

 

O Tu l’Altissimo, l’Onnipotente, il Misericordioso,

sovrano dei cieli e degli abissi

Signore de l’albe e dei tramonti,

io qui solo, indifeso, perduto,

onda nel mare

duna nel deserto

sospiro nel vento,

sto nella Tua luce;

smemorato d’ogni mio giorno,

indifferente al futuro,

vivrò in Te,

di Te,

per sempre.

Genova, 22.9.1988 /4.1.1989

 

 

 

 

 

È STRANO QUESTO SILENZIO

 

È strano, questo silenzio. Il mare

che ancora ieri con assidua rabbia

s’abbatteva tuonando al litorale

stanotte s’è placato; e la risacca

via via scemando ne disperde il rombo.

 

Un’alba vergine si leva

festosa di estenuati profumi

portati dal vento africano.

 

Quando nel Libro l’Arcangelo

scriverà la parola irrimediabile,

dissolversi in questa luce

non sarà dolore.

Genova, 23.7.1988 / 25.3. 1990

 

 

 

Da SCHEGGE  (1984)

 

VERSO SANREMO

 

… ed ecco, splendido, il sole!

 

Nuvole torbide gonfie

come un’armata disfatta

fuggono ai monti bruni.

Vento teso selvaggio

trascorre il glauco mare

ebbro di spume iridescenti.

Ne l’aria accesa di luce

la gioconda brigata dei gabbiani danza;

si abbandonano riversi nel vento,

via con bianco fulmineo batter d’ali

conquistano la cuspide del cielo.

 

Fronde d’alberi garriscono

come un cangiante tripudio di bandiere.

 

Una giornata di gioia ci attende…

Genova, 23 Ottobre 1981

 

 

ESILIATI DALL’ETERNO

 

Esiliati dall’eterno

ci aggiriamo ansiosi nel labirinto dei giorni

divisi tra nostalgia ed oblio.

 

Un destino di luce era per noi.

 

Angeli caduti, immemori,

confitti nel tempo dissipiamo

le anime nostre regali

in grevi rancori, in malate

inquietudini e gioie febbrili.

Ma quando

Espero candido brilla nel crepuscolo perlato,

feriti ci volgiamo all’amorosa stella,

 

e nel cuore trema

un aspro desiderio d’innocenza

e di perdono.

Genova, 6 Ottobre 1981 – 13 Marzo 1982

 

 

ETERNITÀ

 

Tutto è accaduto. Immobile

ne l’invitto fulgore il sole

domina le acque placate,

immemori di naufragi,

d’isole inabissate e avventurose

armate di galeoni

cariche di gloria e di passione

uccise dalla notte d’uragano.

Nuvole come fiocchi d’oro

alïando stanno ne l’azzurro

e cielo e mare non ha più confini.

 

Lungo i muretti bianchi

non scivolano ombre.

Fiorenti palmizi verdecupi

svettano nitidi ne l’ora ardente.

Lo spirito di Dio è tornato

a trascorrere sulle acque sulle sabbie,

fratello ed erede d’ogni anima nostra,

scrigno dei nostri ricordi, generoso

di pietà e di perdono.

Non fu inutile vivere, soffrire,

ma tutto sarà dimenticato

nell’estasi nuova,

e questo giorno non avrà tramonti.

Genova, 20 Luglio 1983 – 10 Marzo 1984

 

 

 

Da VERSI BREVI  (1968)

 

UN GIORNO CI SVEGLIEREMO

 

Un giorno ci sveglieremo, smarriti,

in un’alba senza sorrisi:

udremo le nostre voci scarne

tornare a noi dal silenzio.

Esiliati dal tempo,

fra un mareggiare pallido di ulivi

attenderemo, soli,

un’ora passata per sempre.

Genova, 21 maggio 1956

 

 

 

 

 

ARIDA SARÀ L’ANIMA

 

Arida sarà l’anima

nel giorno senza pietà.

 

Alle dolci colline della terra

un addio,

al vento caldo di sabbie, all’onda

squillante, all’amore

di volubili preziose fanciulle

dai lunghi sguardi alla Modigliani.

Senza pena, chinato il capo,

scenderemo alla nebbia.

Genova, 7 Di cembre 1960 – 22 Maggio 1962

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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