Sara (2)Rosa Elisa Giangoia

Sara Montolivo è una giovane poetessa che ha pubblicato nel 2014 il suo primo libro Litofanie a proposito del quale Davide Iervolino scrive «Nelle liriche di Sara Montolivo […] la parola si fa carne, sentimento, e affonda le sue radici negli interrogativi ultimi che lacerano l’anima. […] ogni singola parola è ricerca di senso, non è mai fine a se stessa, preziosismo […]. È proprio nell’essenzialità e nell’asprezza dei versi della Montolivo che risiede la loro forza e loro bellezza. […] Un’umanità, quella della Montolivo, in cui la solitudine è “un saio perenne” da portare addosso […]. E in questa solitudine triste, ma non disperata, la ricerca incessante di Dio e il bisogno di una Verità che si sveli nel dipanarsi della trama dell’esistenza.»

 

Moneglia

Seguire un soffio di vento,

rincorrerne il canto.

Cercarlo, voltarsi, coglierlo

In un istante di volo di foglia.

 

Fermarlo dentro di sé

Per guardarlo ancora,

per riconoscerlo nell’azzurro cielo,

nell’infinita profondità

di uno sguardo libero.

 

Viva la vita che spazza via le parole

pensate e scritte e ti costruisce una via!

Riprendersi per mano,

ricostruirsi ancora.

Un giorno qualunque

Ed io mi rialzo ancora.

Da questi pianti.

Da questa eterna gabbia.

Un giorno qualunque e mi rialzo ancora.

Perché la vita ha una bellezza in più di

Qualsiasi mio dolore,

di qualsiasi mia desolazione,

anche la più profonda,

la più sola.

Questa immensa solitudine

Questa beatitudine

Questo privilegio

Questa fedele compagnia.

 

Bellezza,

ricchezza di un pianeta ferito,

consolazione di un cuore lacerato.

 

 

Legata, slegata

Stanca della gente che

ti guarda e non ti ama,

ti parla e non ti ama,

che ti è accanto e non è con te.

 

Non ti ama perché non ti conosce

Non ti riconosce perché non ha

interesse a scoprire chi sei.

 

 

“L’illusione” nella scrittura è in

realtà una verità con un abito

insolito

Mentre scrutavo gli indizi di due occhi colti,

questi mi sorpassavano.

Crescere senza un padre dal principio (o quasi)

È come per un bambino camminare su un filo di seta

Senza che qualcuno gli tenga la mano.

Primi passi incerti,

abbraccio mancante

in quell’abbandono di equilibrio,

nessun dono di coraggio,

di movimenti sicuri,

incitamento alla ripresa.

 

Ogni passo una lotta,

avvilente, giocosa, disperata

fiera, commossa, sofferta.

Raggiungere il capo del filo decreterà

Il bambino come il più ricco

tra i sopravvissuti.

 

Certe cose atterrano tra

le tue braccia come regali,

altre, bisogna conquistarle

perché siano davvero nostre.

 

 

Insiemi

I

Vivrai

Non detestare il detestabile,

rivolgiti a chi ami,

accogli ciò che non conosci.

Serviti dell’orrore come specchio,

correggiti

Rimarrai sulla tua strada,

ma poi non odiarlo, allontanalo…

Guadagnerai il tempo per amare.

Amare e sacrificare in silenzio.

 

 

 

 

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