Verrua Savoia, 14.12.2014

Rosa Elisa carissima,

la lettura del tuo La vita restante mi ha fatto venire in mente questi versi di Ferdinando Pessoa:

“Ci sono giornate che sono filosofie,

che ci suggeriscono interpretazioni della vita,

che sono appunti a margine, pieni di altra critica,

nel libro del nostro destino universale.

Questa è una di quelle giornate, lo sento.”

 Ecco, si tratta solo di sostituire alla parola “giornate” la parola “libri”. Il tuo libro, Rosa Elisa, è così, è uno di quei libri che sanno suggerire interpretazioni della vita, che ne ampliano la prospettiva,  che colgono la profondità del destino (di Salvatore, il tuo) per dilatarlo e farlo universale. L’io, il tuo io, sa distendersi sempre con pienezza per attraversare luoghi dell’anima memoria ed eventi e offrirceli in una luce forte e intensa, e soprattutto così cristallina da consentirci di riconoscerci ed identificarci in quella luce. Succede, questo, con il viaggio di Salî che perde a poco poco la sua connotazione socio-storica e personale per farsi universale e condivisibile. L’io di Salî che continuamente si disintegra/integra è il nostro io, il nostro complesso rapporto di equilibri sempre in bilico, sempre in lotta, sempre alla ricerca di. E poi succede nelle altre sezioni del tuo libro dove il tuo io servendosi della parola, e essendo esso stesso parola, continuamente si rivela, un rivelarsi che certamente  è un portare alla luce e far affiorare, ma è anche un ri-velare, un velare di nuovo per chiamare ancora una volta in causa il lettore e metterlo di fronte a se stesso, alla sua storia e quotidianità: quello che voglio dire è che la tua anima e la tua storia personale inizialmente sono la tua anima e la tua storia personale ma arrivano poi a farsi e darsi come universalità. Nelle tue parole, parole che sempre si impegnano a fondare e a mirare al vero, ecco, in queste parole i tuoi affetti, i tuoi luoghi, la tua vita e memoria incarnano affetti luoghi  vita e memoria che non appartengono più soltanto a te ma a noi tutti. E di questo, Rosa Elisa, ti ringrazio molto, ti ringrazio per La vita restante, per questo tuo “volo di scintille d’oro”.

Non so se tu ti riconosci in quanto ho detto del tuo La vita restante, è così però che io l’ho sentito.

Grazie ancora, Rosa Elisa, per questo tuo dono,

un caro saluto e a presto,

Silvia Comoglio

 

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