Mariangela De Togni

 di Luigi De Rosa

 La Natura è così presente, come Armonia e come Bellezza, nella poesia di Mariangela De Togni, che ho ritenuto giusto parlarne (anche se nella brevità dello spazio) in una puntata di questa mia rubrica fissa su “Pomezia Notizie”.

Prendo in considerazione non solo il suo ultimo libro Fiori di magnolia ( con prefazione di Neuro Bonifazi, già Docente all’Università di Urbino, Edizioni Helicon, Arezzo 2011) ma anche le sillogi precedenti, Non seppellite le mie lacrime (Seledizioni 1989), Una voce è il mio silenzio (Ibiskos  1995), Chiostro dei nostri sospiri ( ibidem 1997), Profumo di cedri (ibidem 1998), Flauto di canna ( ibidem 2004), Nel sussurro del vento (Guido Miano Editore, 2005), Nel silenzio della memoria ( Helicon, Arezzo), Cristalli di mare (Ibiskos 2010).

Mariangela De Togni, nata a Savona, è una Suora Orsolina di Maria Immacolata di Piacenza, ma è spesso presente anche in Liguria ( Genova, Rapallo, Chiavari, etc.) dove ci siamo conosciuti. Oltre che poetessa, è insegnante, musicista e docente di musica antica. Sorridente, simpatica, gentile, è anche molto veloce ed attiva. Infonde fiducia e gioia di vivere (nonostante le sofferenze e le spine della vita, inevitabili).

La critica si è espressa, in più occasioni, favorevolmente sulla sua poesia. In modo particolarmente penetrante ed efficace la prof.ssa Rosa Elisa Giangoia, di Genova, scrittrice, poetessa e critico letterario, che l’ha inserita on line nel sito www.bombacarta.com/lettera in versi, e ha recensito su riviste letterarie i suoi libri, presentandoli, anche, in Centri e Istituzioni Culturali di varie città ( tra le più recenti Genova, Chiavari e Roma). Altri giudizi significativi sono stati espressi da Giorgio Luti e Rodolfo Tommasi, nonché dal direttore di Nuova Tribuna Letteraria, Stefano Valentini, secondo il quale, tra l’altro, “ Non c’è alcun manierismo, alcuna soluzione scontata in questo susseguirsi di muri che si abbattono tra l’umana contingenza e la divina eternità. Il consistente talento dell’autrice sorregge benissimo le esigenze della verbalizzazione estatica, trovando…le espressioni più adatte: ora con originalità assoluta, ora come lieve e pudico ricalco delle più alte lezioni della poesia religiosa, a cominciare dai modelli biblici dei Salmi e del Cantico dei Cantici “.

Per motivi di spazio non posso ricordare numerosi altri interventi critici.

Ma spero che le seguenti due poesie di Suor Mariangela ( facendo sempre i conti con la tirannia dello spazio) possano dare agli amici lettori la sensazione della esemplare bellezza della sua Arte. Sono le ultime due poesie del suo ultimo libro, Fiori di magnolia.  Linguaggio altamente ispirato e musicale, fiorito di Bellezza e di Armonia. E’ una poesia di vasto respiro, non imprigionata nelle strettoie del Tempo, ed è gioiosa. Sì, è gioiosa, nonostante , a volte, il sottile dolore provocato dalla solitudine e dalla distanza fra la creatura e il suo Creatore. La Natura, con le sue più soavi manifestazioni terrene ( pur se contingenti ed effimere) è vista come anticipazione di Bellezza per aspirare alla ricongiunzione con Dio. 

Da questa zattera di sole

ascolto l’immensità

nel suono del vento

di zeffiro

nell’attesa

che la luna infranga

cristalli di luce

sul mare.

…………………………….

…………………………….

 

ombre di conchiglie

fra lembi di cielo

sono nel silenzio del cuore

e il gemito della risacca

scandaglia

la mia solitudine.

 

Prendi questo mio scialle

di sospiro, Madre,

nello stupore del vento

che accende i fuochi

e solleva su ali d’aquila,

nell’aria gonfia di stelle,

verso degli arcobaleni.

(“Da questa zattera”)

Non sarò mai sola

ad ascoltare il silenzio della notte,

nè si perderanno i pensieri

sulla soglia del cuore,

finché la luna sosterà

sull’arco dell’orizzonte.

 

Anche il sole ramato

che si specchia nell’ovale

di una pozzanghera

infreddolita dal gelo,

parla, oggi, nel tiglio

dalle foglie argentate di brina,

nel lungo sospiro solitario.

Nei passi ovattati dalla neve.

 

Non sarò mai sola

ad attendere l’aurora

con ancora le stelle

affisse al firmamento.

Finché sentirò il canto

dei canneti e nei cespugli

di rovi il pettirosso.

Lo scorrere del torrente

verso il mare.

E lo stupore dentro

la mia anima.

( “Non sarò mai sola”)

 E’ il percorso poetico Creatura umana – Natura – Dio.

 

 

 

Advertisements