PIERA BRUNO, POETESSE LIGURI dallo scrittoio alla pagina(De Ferrari Editore, Genova, 2011, € 12,00)

Elio Andriuoli

Lo scrittoio, inteso come luogo di pace e di raccoglimento, dove è possibile rifugiarsi per esprimersi compiutamente sia in prosa che in versi, è preso da Piera Bruno a simbolo di feconda creatività nel suo recente libro Poetesse liguri, dallo scrittoio alla pagina, dove ci offre una galleria di donne-scrittrici che si sono realizzate attraverso il culto della parola; e lo fa con quella finezza di gusto e quella sicurezza d’intuito che le sono propri, cogliendo in ciascuna delle scrittrici da lei presentate le caratteristiche peculiari della personalità umana e la singolarità dei risultati raggiunti.
Emergono così da queste pagine alcune figure di donne che si sono dedicate all’arte dello scrivere di molto interesse, a cominciare da Giovanna Colonna di Stigliano (che vanta tra i suoi antenati Vittoria Colonna), autrice di alcune raccolte di poesie, come La via del giorno (1999); In altro modo (2001); Rive (2001); Monocromie (2003) nelle quali il rapporto vita-poesia sortisce degli effetti molto pregevoli.
Ad essa fa seguito Liana De Luca, di origine “illirico-partenopea”, come ella stessa si definisce, ma residente da parecchi anni a Torino, nella cui produzione la Bruno individua alcune tematiche fondamentali, quali quelle del mare, della donna, della morte, emergenti dal suoi numerosi libri di versi, dei quali ricordiamo, oltre al volume ricapitolativo La grata (2003): Mediterranee (1985), La figlia dell’Olandese volante (1991), Il posto delle ciliege (1995), Okeanos (2000), Della buona ventura (2010). La De Luca è inoltre narratrice e saggista di vaglia.
Vengono poi: 1) Minnie Alzona, la quale si è distinta specialmente per la sua attività di narratrice, culminata nei romanzi La moglie del giudice (1960), Coma vigile (1967), Viaggio angelico (1977), La corona di Undecimilla (1986); ma che non è stata ignara del mondo della fiaba, come dimostrano i suoi libri La bambina che inghiottiva i sogni (1984) e La bottega del tempo (2003). Suoi sono anche i libri di poesie: Dialogo tra due silenzi e Nell’orto degli ulivi, scritti dopo la morte del marito.
2) Margherita Faustini, poetessa e narratrice, caratterizzata dall’essenzialità del dire e dal rigore etico. La sua poesia, nata dal mondo degli affetti, si è in seguito arricchita di altre importanti tematiche, quali quella della tensione verso il Trascendente e dell’apertura verso il prossimo. Tra i suoi libri di poesie, ora in gran parte raccolti nel volume antologico Margherita Faustini, prose e versi (2010), ricordiamo specialmente La collana dei giorni (1980), Strada del mattino (1986), Attimo primo (1998), Il sogno e la memoria (2002), Opposte preghiere (2008). E’ anche autrice di un libro di racconti, Cielo d’ardesia (1975 e 2003).
3) Rosa Elisa Giangoia, promotrice di cultura, narratrice e poetessa, viene presentata dalla Bruno nei diversi aspetti della sua attività letteraria, la quale si è esplicata negli anni anche attraverso corsi di aggiornamento per insegnanti tenuti per il CIDI; la creazione di una rivista trimestrale on line, “Lettera in versi”; la fondazione dell’Associazione culturale Il gatto certosino; oltre all’assidua “frequentazione del latino”, lingua da lei prediletta.
Tra i suoi romanzi sono da segnalare In compagnia del pensiero, dedicato a J.J. Rousseau (1994); Fiori di seta (1998); Il miraggio di Paganini (2005). Ricordiamo inoltre i suoi libri di versi, Agiografie floreali (2004) e Sequenza di dolore (2010), scritto in occasione della morte del marito Mino.
Il capitolo si chiude con pagine di intensa tensione emotiva, nel ricordo del defunto, il quale prima di morire volle raccogliere le sue memorie in un libro, Gli anni di Savignone, apparso nel 2006.
4) Liliana Martino Cusin, autrice di alcuni libri di poesie di limpida vena: Parole e silenzi (1988); Col lume acceso (1990); Segni bianchi sul muro (1994); La stanza del merlo (1999); Sotto lo stesso cielo (2003), è stata anche la fondatrice dell’Associazione culturale Il Corimbo, Amici della poesia, che ha diretto come Presidente, per parecchi anni. La sua poesia si contraddistingue per la schiettezza del dettato improntato ad una moderna classicità.
5) Liliana Porro, proveniente da studi di carattere scientifico (è laureata in Fisica ed ha svolto attività di ricerca nel Gruppo di Fisica Molecolare del C.N.R.) si è dedicata negli ultimi decenni alla ricerca letteraria con una serie di saggi su poeti e narratori contemporanei, quali Elena Bono (1999), Bruno Rombi (1999), Margherita Faustini (2000), Anna Ventura (2001), Giuseppe Cassinelli (2002), Silvano Demarchi (2005 e 2010), Giovanni Meriana (2007). Ha inoltre pubblicato un volume dal titolo Tredici poeti per il terzo millennio (2003), nel quale ha “approfondito i percorsi” di alcuni autori a lei maggiormente vicini.
Le sue indagini risultano di particolare interesse, secondo Piera Bruno, dato che in esse la Porro utilizza almeno in parte le modalità di indagine del metodo scientifico a lei più congeniale.
6) Milly Coda, poetessa e pittrice di talento, la quale iniziò giovanissima ad esporre i suoi quadri, dapprima a Savona e poi a Genova. La sua pittura muove da un realismo iniziale per approdare a un simbolismo allusivo nel quale “il suo cromatismo a vampe di luce e immagini inaspettate converge sul blu…”. Come poetessa la Coda ha pubblicato tra l’altro una raccolta intitolata Dedicato alla luna (1995) e più recentemente un’altra intitolata Dimore (2008). La Coda è anche una valente ceramista, come dimostrano i suoi Azulejos (2011), realizzati per la Cappella di Sant’Antonio della Giannella, all’Argentario.
7) Elena Bono, poetessa, drammaturga e narratrice, campi nei quali ha raggiunto un livello indiscutibilmente alto, con libri quali I galli notturni (1952), Ippolito (1954), Morte di Adamo (1956), Alzati Orfeo (1958), La testa del Profeta (1965), Piccola Italia (1981), Invito a Palazzo (1982), Come un fiume come un sogno (1985), I Templari (1986), Le spade e le ferite (1995), ecc. Di questi come di altri libri della Bono, Piera Bruno ricerca le ragioni profonde del loro nascere e del loro svilupparsi, oltre che il significato artistico e umano. La Bono è anche un’ottima saggista e una raffinata traduttrice degli autori classici latini e greci.
Nella seconda parte del suo libro Piera Bruno ci parla di altre poetesse da lei conosciute in diverse occasioni, come Ada Felugo, chiavarese, autrice di alcune pregevoli raccolte di versi: Quando s’alza il vento (1987), Ansa di fiume (1991), Tempo di risacca (1997), L’onda antica (2004), Scivola via il ruscello (2008) caratterizzate da freschezza ed essenzialità espressive; Carla Caselgrandi Cendi, poetessa, narratrice ed operatrice culturale, il cui libro più recente è Vademecum d’inverno, opera permeata da una profonda spiritualità; Viviane Ciampi, poetessa dalla chiara pronuncia, autrice di parecchie raccolte di versi, l’ultima delle quali è Le ombre di Manosque (2011). E’ anche saggista ed ottima traduttrice in e dal francese, essendo nata a Lione, dov’è vissuta sino a vent’anni. Notevole è in lei la capacità di sintesi della resa poetica; Maria Luisa Gravina, poetessa essenzialmente d’amore, come appare dalle sue sillogi Milonga (2002), Non pestarmi le punte (2010), Sono una internettiana (2011), ma con un sottofondo ironico che sempre l’accompagna e che costituisce un po’ la sua cifra; Serena Siniscalco, fondatrice del Premio di poesia Streghetta (1972) e lei stessa una poetessa, capace di tradurre in versi di limpida fattura la quotidianità, come appare dalle sue sei raccolte intitolate Poesiario, l’ultima delle quali è del 2011; Anna Campello, autrice di un itinerario intitolato Genova come e quando (2005), nel quale ella descrive la città e i suoi dintorni.
Il libro della Bruno si chiude con un Epilogo, dedicato ad Adriana Oggero, affermata giornalista e autrice di racconti, oltre che di un libro di poesie intitolato Pronipoti delle stelle (2010) e ad Isa Morando, saggista e autrice di un libro di versi, Duemiladieci e dintorni (2011), nel quale dà prova di una raggiunta pienezza espressiva nel campo della poesia, attraverso un uso appropriato della metrica classica, che conferisce al suo verso incisività e armonia.
Un libro scritto con raffinata eleganza, questo dedicato da Piera Bruno alle poetesse liguri, notevole per acume critico e penetrazione psicologica, che costituisce ancora una prova delle doti non comuni che l’autrice ha dimostrato negli anni di possedere.

Da “Pomezia-Notizie”, Anno 20 (Nuova Serie) – n. 2 Febbraio 2012.

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