Luigi De Rosa

Il perché di questo originale titolo ce lo spiega lo stesso Autore, nella poesia eponima:
“L’azzardo della voce varca i giorni,
varca i millenni. Eterna è la parola
che nell’animo vibra: in sé racchiude
il prodigio e l’abbaglio che ci tiene…”
Il “Tempo” è un’entità assolutamente misteriosa. Solo la “voce” poetica può sondarlo,
scalfirlo. Solo il suo “azzardo” può farci placare l’angoscia che il suo fluire ci provoca.
Per Sandro Gros-Pietro “Il “tempo” di Elio, il vero oggetto misterioso su cui ci si interroga è l’eternità, cioè Dio, colui che è senza declinazioni e senza misure: colui che è senza tempo”. E aggiunge che “l’altezza indiscutibile di Andriuoli sta nella sua perfetta onestà di poeta: egli ammette di avere paura, di provare non solo ansia, ma autentica angoscia. Egli fa della paura del dopo (l’antico Timor Dei) la visione più alta, al di sopra delle scienze rassicuranti, cui il poeta riesce a giungere”.
In altre parole, la creazione è un enigma, il tempo è un enigma, al povero e piccolo uomo non resta che uno strumento, peraltro potenzialmente miracoloso: la voce, la voce della Poesia.

Già il 24 agosto 1976 Giorgio Caproni, in una lettera autografa spedita ad Andriuoli da Loco di Rovegno (dove aveva svolto in gioventù le funzioni di maestro elementare) trovava (nella silloge Fughe nel tempo che Andriuoli gli aveva inviato) “quel trattenuto senso di sottile angoscia per la brevità dei giorni” che già lo aveva tanto attirato nelle altre raccolte. E di Andriuoli metteva in risalto, il grande poeta livornese-genovese, “il dono rarissimo della cristallinità delle immagini e delle sensazioni, sempre suscitatrici di idee”, nonché “la profonda semplicità, oggi quasi del tutto scomparsa dal panorama della nostra poesia”.
Di questo ultimo (per ora) libro di poesie di Andriuoli, che ritengo fondamentale nel suo lungo itinerario poetico, sono uscite nel 2011, alla distanza di soli cinque mesi l’una dall’altra, due edizioni, entrambe per i tipi della Genesi. La prima nella collana “I frombolieri”, la seconda nella collana “I gherigli”, entrambe redatte dall’editore, poeta e critico Gros-Pietro.
Ma la singolarità dell’opera non consiste tanto in questo: sono numerosi, infatti, i libri che hanno due edizioni, e molti anche più di due. Inoltre non si tratta di un corpo testuale di mole rimasta sostanzialmente identica e rieditato semplicemente perché “corretto” o “riveduto” o di poco “accresciuto”. Qui la seconda edizione comprende 98 poesie, cioè ben cinquanta in più rispetto a quella precedente.
La spiegazione di ciò è data dal fatto che la prima edizione consisteva nella pubblicazione di una silloge (appunto, L’azzardo della voce) con cui Andriuoli aveva vinto il Premio letterario “I Murazzi” per l’inedito (vincitore assoluto) e comprendeva 48 poesie raggruppate in cinque sezioni (La parete di roccia, Dilemmi, Echi, Momento, Il liocorno). La seconda edizione consiste, invece, nella pubblicazione di un libro che, sotto lo stesso titolo, comprende un corpo molto più ampio, armonioso e organico, con l’aggiunta di cinquanta poesie suddivise nelle sezioni Intermezzo classico, Luminarie, Pensarti, La scelta.
Non posso non ricordare, a costo di rischiare di ripetermi, che lo strumento ideale per esprimere un tale complesso e armonioso mondo di osservazioni del presente, memorie del passato, speranze nel futuro, paure e sogni senza tempo, serenità rassicuranti a braccetto con enigmi angosciosi, è stato ravvisato da Andriuoli nell’endecasillabo (Ma non da solo, bensì in ritmica alternanza con altri versi più brevi). Cioè nella misura del verso che è stata consacrata da gran parte della letteratura italiana (a partire dal sommo Dante in poi), e che trova nel poeta genovese-lucano una varietà inesauribile di risorse tecniche e artistiche. Specialmente se viene musicalmente alternato a versi più brevi, in modo da coniugare un sentire sostanzialmente classico con una espressione nervosa e moderna.

(Elio Andriuoli, L’azzardo della voce, con lettera introduttiva di Giorgio Caproni e postfazione di Sandro Gros-Pietro, pagg. 150, Genesi Editrice, collana I gherigli, Torino 2011 – seconda edizione accresciuta di cinquanta poesie ).

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