Venerdì 11 novembre ore 17
Rosa Elisa Giangoia
presenta il romanzo

IL LABIRINTO DEL G8
(Condaghes Editore)

di Bruno Rombi

Sala delle presentazioni della libreria BookIN
via Davide Chiossone, 4 2° piano – Genova –

Sarà presente l’autore

Il nuovo romanzo di Bruno Rombi Il labirinto del G8 raccoglie ed intreccia le esperienze e le modalità narrative dei romanzi precedenti dell’autore. Infatti alla linea realistica, che aveva contraddistinto i due romanzi di ambientazione sarda, Una donna di carbone e Un oscuro amore, si intreccia una narrazione surreale, tipica del romanzo La piramide arquata, che diventa però funzionale alla comprensione profonda ed autentica della vicenda reale raccontata.
Questo romanzo, come già si evince dal titolo, rievoca, a dieci anni di distanza, le drammatiche giornate
che Genova visse in occasione della riunione dei Grandi della Terra nel 2001, che videro azioni di contestazione duramente represse dalla polizia , con strascichi ed esiti giudiziari complessi e forse non ancora del tutto chiariti.
L’autore, attraverso pagine di narrazione surreale, caricate di forti valori simbolici e condotte sul filo di dinamiche oniriche, riesce innanzitutto a ricostruire le sensazioni che tutti a Genova hanno avuto in quei giorni di dieci anni fa. Diffusa e fortemente avvertita era la percezione di sospensione della normalità, a cui si accompagnava l’attesa inquieta e inquietante di qualcosa di eccezionale e temibile che dovesse necessariamente accadere: tutta la città era in stato di pesante assedio, con ampio dispiegamento di forze di polizia e militari, tutta la zona del centro storico era stata di fatto rinchiusa dentro una cortina di ferro e tutti gli abitanti erano stati schedati con un lungo lavoro preventivo. Proprio in questo ambiente del centro storico di Genova, nell’intrico labirintico dei suoi vicoli, l’autore colloca l’intreccio di una serie di vicende di cronaca nera che impegnano con le loro rituali procedure le forze dell’ordine per la loro soluzione. Protagonisti ne sono alcuni componenti dell’ampia comunità latino-americana che proprio in questa zona della città ha la maggior parte delle sue abitazioni e che sembra ampiamente praticare rituali di tipo vudù. Nel romanzo, quindi, vicende complesse di omicidi, forse rituali, si verificano proprio nella zona più controllata della città nei giorni della grande assise internazionale e dei cortei di protesta, prima pacifici, poi improvvisamente funestati dagli attacchi dei black blocc, duramente repressi dalla polizia, con l’assalto alla palestra della scuola Diaz, i conseguenti fermi di molti giovani e le inquietanti vicende alla caserma di Bolzaneto, mentre l’allora Ministro degli Interni teneva le fila di tutta la situazione da una caserma sul lungomare.
L’abilità del narratore sta però nello stabilire un nesso di interdipendenza tra le due situazioni: nella narrazione le storie di omicidi e di assassini che si verificano nel centro storico hanno, infatti, una loro ragion d’essere proprio in quel luogo, in quel momento preciso in cui si sta svolgendo il G8 con le conseguenti repressioni della protesta e del dissenso. Sono vicende apparentemente di cronaca nera locale, ma in realtà manovrate dall’alto e da lontano, proprio per dare la possibilità alle forze dell’ordine di agire con mano libera e pesante nel controllo e nella repressione.
Ad emergere, però, come protagonista di tutta la narrazione, in ultima analisi, è soprattutto la realtà umana, sociale e politica della città di Genova, dei suoi abitanti, attenti e partecipi, che fedeli alla loro tradizione, hanno saputo mantenere atteggiamenti e condotta tali da salvare la continuità democratica, senz’altro in città e forse in tutto il paese. Di qui nasce un’importante lezione che dall’esperienza di quei giorni difficili può diventare linea guida per ogni situazione in cui occorra difendere le conquiste democratiche del nostro paese.
Ma il pregio di questo romanzo, condotto con mano abile dall’autore, nonostante le difficoltà derivanti dall’ intrecciare due fabulae e dal lavorare sul piano della realtà e del surreale, caricato di forti valenze simboliche, sta anche nell’aver saputo tratteggiare con mano sobria, ma efficace, situazioni e figure di cui si è impossessata la cronaca, sfruttate dal giornalismo e dai mass media, sapendo restituire loro quell’autenticità e quell’umanità che anche le situazioni più complesse e le figure più discusse richiedono: è in particolare il caso della ricostruzione della vicenda di piazza Alimonda che ha visto l’uccisione del giovane Carlo Giuliani da parte del carabiniere Placanica, due giovani, trovatasi nella loro inesperienza a rappresentare due realtà contrapposte, guardate dall’autore con occhio paterno ed imparziale.
Con questo suo nuovo romanzo Bruno Rombi si conferma narratore di pregio, capace di osservare la realtà e di trasferirla letterariamente nella pagina narrativa interpretandola nelle sue dinamiche interne, caricandola di suggestioni rivelatrici, ricavandone lezioni di valore non contingente.

Rosa Elisa Giangoia

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