Stefano Bruzzone

Il poeta e scrittore Bruno Rombi, originario di Calasetta, ma genovese acquisito da circa 50 anni, è rientrato in Italia dopo il successo della trasferta “poetica” in Francia, dove ha rappresentato il nostro paese nella prestigiosa rassegna “Poésie et Gastronomie”, tenutasi nei giorni scorsi nella provincia di Béthune (regione Nord Pas-de-Calais), Capitale Regionale della Culture 2011. Letteratura ed arte culinaria ai massimi livelli, con la forte partecipazione di un pubblico attento ed interessato. Per una settimana i più noti ristoranti della zona (“Au Fil de l’O” a Vieille Chapelle, “Le Départ” a a Bethune, “La Chartreuse du Val St Esprit”, a Gosnay e “L’Auberge du Donjon” a Fresnicourt le Dolmen) hanno proposto un menù speciale in onore dell’artista, che ha letto i suoi versi in italiano e in francese ed incontrato inoltre gli studenti di alcuni licei della Regione, dialogando sulla poesia. Rombi, varie volte ospite d’onore in festival e convegni, ha pubblicato 5 volumi in Francia in edizione bilingue e recentemente Fragments de lumière, una raccolta di 40 poesie scritte direttamente in francese e presentate l’anno scorso, a maggio, al Mercato della Poesia di Bordeaux. Alla rassegna “Poésie et Gastronomie” parteciperanno nei prossimi mesi, uno a giugno, l’altro a luglio e il quarto a settembre, un poeta belga, uno albanese ed un finlandese. Rombi ha recitato le sue poesie in lingua italiana e in francese anche nel cortile del castello settecentesco Olhaìn a Fresnicourt-Le -Dolmen, nella regione dell’Artois. Il successo del tour è dovuto, oltre che al fatto di essere conosciuto come poeta (due anni fa il suo libro di poesie Comme le sel-Come il sale, Heditions Henry-Nemapress, è stato presentato al Salone del Libro di Parigi), anche alle sue traduzioni in italiano di vari poeti di diverse regioni francesi.

In questa occasione gli abbiamo rivolto anche alcune domande.

Rombi, come mai è tanto amato in Francia?
Forse per la coerenza con cui svolgo il mio lavoro di traduttore e di amante della poesia francese… In Francia mi è stato detto che ciò accade anche per una sorta di “contrasto indiretto” che viene avvertito, tra alcune mie caratteristiche letterarie e, perchè no, caratteriali ben precise e l’attuale “idea” del Belpaese in circolazione…

Lei porta, quindi, in un certo senso, un contributo di Italianità… “altra” in Francia?
É ciò che spero, nel senso migliore della parola, dato che anche in Francia giungono notizie sul nostro paese non troppo edificanti.

Che cosa l’ha colpita di più del suo tour transalpino?
Constatare con quanta cura i professori di due licei avevano preparato i loro allievi all’incontro con me e le domande poste dai ragazzi, realmente interessati ed interessanti. Ma anche il desiderio di alcuni avventori in vari locali, di leggere le mie poesie in pubblico.

Ha putacaso la sensazione di essere più apprezzato all’estero ?
Sicuramente. Non a caso ricevo inviti continui dall’estero ed i miei libri vengono tradotti in mezzo mondo (in 16 lingue, ad oggi), cosa che peraltro mi dà una grande gioia e non finisce di sorprendermi. Ad esempio, proprio ieri ho appreso che il mio poemetto Tsunami (del 2005), verrà tradotto in spagnolo.

Che cosa le ha lasciato questa esperienza?
Sicuramente m’ha impressionato la serietà con cui i francesi si occupano di una questione così “superflua”, com’è da noi considerata la poesia. Pensi, la struttura organizzativa, Maison de la Poesie, oltre alla Direttrice, ha quattro dipendenti stabili. Impensabile, dalle nostre parti.

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