Venerdì 14 maggio Rosa Elisa Giangoia ha presentato il romanzo Guardami (Scuderi Editrice, Avellino 2009) di Andreina Sgaglione al Salone del Libro di Torino.

Guardami di Andreina Sgaglione può essere considerato un buon esempio di romanzo impegnato, nei confronti della vita, della realtà del nostro tempo, un romanzo di eredità illuministica, in quanto viene dato al testo letterario uno scopo di utilità sociale, per cui si può parlare appunto di romanzo impegnato, ma non secondo una linea ideologica. Ci si potrebbe allora chiedere perché su una questione di interesse sociale (in questo caso la situazione dei diversamente abili, con tutte le loro difficoltà di essere accettati e di inserirsi nella realtà dei nostri centri urbani) non si scriva un saggio, ma si scelga il testo letterariamente connotato del romanzo.


Indubbiamente perché l’autrice sa che l’opera letterariamente configurata dà di più, in quanto sa comprendere e toccare la sfera delle emozioni, le valenze del cuore, quell’ésprit de finesse, che non tanto si contrappone, ma sa arricchire l’ésprit de géometrie. Proprio per questo possiamo dire che si tratta di un romanzo di recupero della maniera illuministica, in quanto, come i testi narrativi degli scrittori di quel periodo, anch’esso si fa occasione di denuncia di un problema sociale e, nello stesso tempo, come in Rousseau, mentre alle tematiche sociali si intrecciano le ragioni del cuore, le questioni riguardanti la sfera degli affetti, dei legami amorosi ed amicali, sempre fondamentali nella vita di ogni persona. A riportarci alla stagione tra l’Illuminismo ed il pre-Romanticismo è anche il modo in cui il testo è strutturato e organizzato; si tratta infatti di un romanzo epistolare (come quelli di Rousseau, di Goethe e di Foscolo), ma modernizzato, in quanto lo scambio di messaggi avviene con la posta elettronica tra due persone molto distanti tra di loro. Una infatti, Claudia, diversamente abile, anzi, costretta per sempre su una sedia a rotelle, vive nel cuore della nostra tradizione culturale, in un piccolo centro della Toscana, mentre l’altra, Sabrina, è a New York, simbolo per eccellenza della modernità e del progresso. Due donne, unite dal filo virtuale della posta elettronica, che si scambiano racconti sulla loro vita, soprattutto sulle loro vicende sentimentali, passate e presenti, approfondendo progressivamente la loro reciproca conoscenza personale, che nel periodo trascorso insieme, durante una vacanza estiva, era rimasta piuttosto superficiale. Claudia parla del suo passato, dell’incidente occorsole nell’adolescenza, che l’ha immobilizzata sulla sedia a rotelle, ormai senza più speranza di guarigione. Lei racconta, con vivacità e pacatezza insieme, le sue difficoltà per procedere negli studi, per essere accettata dagli altri, ma anche la sua grande gioia per aver trovato un marito capace di comprenderla ed amarla e per aver avuto una figlia, naturalmente amatissima. Dalle sue parole si capisce che ha trovato in se stessa, ma anche nell’aiuto, nell’affetto e nella comprensione degli altri, la forza per organizzare al meglio la sua vita. Sabrina, invece, reduce da un’esperienza sentimentale negativa, vive piuttosto freneticamente, tra il lavoro in una biblioteca e gl’impegni sociali, finché incontra quello che le pare rappresentare il grande e vero amore. La corrispondenza si snoda sulle ragioni del cuore, fino ad un epilogo che è opportuno non rivelare, in uno scambiarsi di messaggi che mettono in luce le capacità dell’autrice di intrecciare i motivi della denuncia sociale, riguardo alle questioni dei diversamente abili, anche in base alle sue possibilità di confronto tra l’ Italia e gli USA, paese in cui è vissuta per parecchi anni, con le ragioni del cuore, nell’alternarsi di speranze, illusioni e delusioni sentimentali, che, in ultima analisi, si rivelano quelle veramente capaci di dare senso ad ogni esistenza, in qualunque condizione ci si venga a trovare. A viverle e a parlarne sono, come sempre, soprattutto le donne, mentre in questo romanzo gli uomini restano sullo sfondo, senza una loro personalità precisa e definita, ma delineati soprattutto per come sono percepiti dalle due protagoniste, tanto che si potrebbe dire che si tratta di uomini che esistono per come sono visti nell’immaginario affettivo delle donne, in base ai loro atteggiamenti e comportamenti nei loro confronti.

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