Congregazione dell’Oratorio
di San Filippo Neri di Genova

Associazione Culturale
“Il gatto certosino”

Maria
nella letteratura
d’Italia

presentazione del libro di
Neria De Giovanni
(Libreria Editrice Vaticana, 2009)

interventi di
Rosa Elisa Giangoia
e Bruno Rombi
in dialogo con l’Autrice

domenica 13 dicembre ore 16
Oratorio di San Filippo – Via Lomellini

a seguire – nella chiesa adiacente
Vespri d’Organo
con il maestro Silvia Derchi all’organo Serassi 1816

informazioni: 0102465426 – genova@oratoriosanfilippo.org

Maria nella letteratura d’Italia di Neria De Giovanni è un’ampia e meticolosa raccolta di testi letterari sulla Madonna, prodotti nel nostro paese, non solo in italiano, ma anche con l’uso di alcune varietà linguistiche regionali, a testimonianza di come il parlare di Maria sgorghi direttamente dal cuore quale simbolo di tenerezza e protezione, e, proprio attraverso la lingua materna, riporti, a quella madre che ciascuno di noi ha avuto e che, conservandola nel suo intimo, tende ad avvicinare alla Madonna.
L’antologia curata da Neria De Giovanni si snoda in 94 testi,

prevalentemente in poesia, ma con interessanti contributi anche in prosa, dal Duecento alle soglie del nostro Terzo Millennio, tra riconferme della tradizione e proposte inaspettate.
Quando la nostra letteratura in volgare inizia, Maria, donna silenziosa, che, però, ha ispirato tante parole, ha alle spalle un millennio di tradizione letteraria, dal Nuovo Testamento, alla riflessione teologica della letteratura cristiana in greco e in latino prima e poi della letteratura latina medievale. Ma, quando nasce la letteratura in volgare in Italia, è anche il momento in cui il culto per la Madonna ha avuto di recente una riaffermazione, grazie alla scuola filosofica di Chartres, ed una notevole diffusione tramite la predicazione degli ordini mendicanti, i Francescani e i Domenicani. Le prime testimonianze sono quindi quelle delle laudi, componimenti di lode e di preghiera, frutto e attestazione di una devozione popolare e collettiva, con testi di autori anonimi, accanto a quelli di Garzo, di San Francesco e di Iacopone da Todi. L’elaborazione teologica che rapidamente si sviluppa, riguardo alla Madonna, trova altissima espressione poetica nelle terzine che Dante Le dedica nella Commedia, in particolare con la preghiera che Le rivolge san Bernardo all’inizio del c. XXXIII (1-45). L’omaggio a Maria prosegue poi con versi di grande afflato lirico, come la Canzone alla Vergine di Francesco Petrarca, e con l’espressione più devozionale e collettiva che continua ad essere affidata alle laudi. L’itinerario letterario prescelto dalla curatrice si snoda attraverso i secoli, mettendo in evidenza come, a seconda dei contesti culturali e dei momenti storici, in correlazione anche con i dogmi mariani che vengono via via proclamati, siano evidenziati aspetti diversi della vita e della figura di Maria, che è Addolorata, Immacolata e Assunta, Vergine e Madre, colta nella sorpresa dell’Annunciazione, nel mistero della Natività, nel dolore ai piedi della Croce, venerata nei luoghi dei miracoli, dei santuari e delle apparizioni. A cantarla sono poeti e anche molte poetesse, da quelle famose del Cinquecento (Veronica Gambara e Vittoria Colonna), a quelle arcadi meno note (Petronilla Paolini e Teresa Bandettini), a Grazia Deledda, Ada Negri, Antonia Pozzi, Ada Merini ed Elena Bono. Le liriche per la Madonna sono per lo più componimenti dettati dalla fede, ma sono anche testimonianze di animi tormentati, come quelle del poeta scapigliato Giovanni Camerana, di Giovanni Papini, di Pier Paolo Pasolini e del nostro contemporaneo Aldo Nove. Scrivere della Madonna è in definitiva scrivere di se stessi, in quanto a Maria ci si rivolge per aprire il proprio animo, per confessarsi, sempre nella certezza di trovare consolazione.

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