Liliana Porro Andriuoli

Il giorno 11 maggio scorso alle ore 17,30 si è svolta a TORINO la Cerimonia di Premiazione della prima edizione del Premio di Poesia I MURAZZI, riservato agli autori editi dalla piccola e media editoria.
La giuria era composta da:

Sandro Gros-Pietro Presidente Torino090511 204
Giovanni Chiellino Commissario (dx)
Giovanna Colonna Commissaria (dx)
Mirka Corato Commissaria (sx)
Pierantonio Milone Commissario (sx)

Il premio è stato organizzato dall’Associazione onlus Elogio della Poesia ed è stato totalmente sponsorizzato dalla Genesi Editrice e dalla Fondazione CRT. Ecco i Premiati per le tre sezioni:

Poesia edita: i primi tre degli otto finalisti (Paolo Butti, Silvano Demarchi, Pasquale Di Stasio, Lida de Polzer, Pasquale Emanuele, Giuseppina Luongo Bartolini, Gino Pastega, Roberto Rossi Precerutti) sono risultati:
Paolo Butti, con il libro Il sogno e la speranza (pref. Ernestina Pellegrini, Firenze, Polistampa, 2004),
Lida de Polzer, con il libro Sulla seta del cuore (pref. Liana De Luca, Torino, Genesi, 2008),
Silvano Demarchi, con il libro Poesie scelte (pref. Liliana Porro Andriuoli, Recco, Ge, Le mani, 2008) ed il Primo Premio assoluto I Murazzi è stato aggiudicato a Lida de Polzer.
Poesia inedita: dei sedici autori risultati finalisti ha ottenuto la pubblicazione gratuita della silloge la poetessa Anna Vincitorio.
Il Premio alla Carriera è stato assegnato a Liana De Luca con la seguente motivazione:

“In considerazione dell’opera di studio e di scrittura svolta a favore della poesia in particolare e della letteratura in generale, dell’insegnamento dell’Italiano presso le Scuole Secondarie Superiori e dell’attività di pubblicista saggista e promotrice culturale condotta a più livelli e in diverse città italiane, viene conferito a Liana De Luca il Premio alla Carriera I Murazzi della Città di Torino per l’alto merito raggiunto nell’espressione poetica delle forme moderne di vita e di pensiero, rese con memoria vitale della tradizione, con sensibilità innovatrice verso il futuro, con particolare attenzione alle tematiche della donna”.
La Giuria

A ben tre dei poeti premiati (e la cosa ci ha fatto molto piacere) era stato dedicato un numero di Lettera in Versi, Newsletter di poesia di BombaCarta, redatta a cura di Rosa Elisa Giangoia e di Liliana Porro Andriuoli. Si tratta dei poeti:
Liana De Luca Lettera in Versi n. 26
Lida De Polzer Lettera in Versi n. 24
Silvano Demarchi Lettera in Versi n. 15
Riportiamo qui di seguito uno stralcio della Prolusione di Poesia, presentata da Liana De Luca in occasione della Cerimonia di Premiazione:
copertina ProlusioneDeLuca“La bellezza della poesia non sta negli argomenti trattati, ma nel modo in cui vengono esposti. Tutti, o quasi, sono sensibili ai tramonti, ma la tecnica con cui il fenomeno è descritto definisce la validità poetica del testo. Il poeta ritrae la realtà che tutti vedono, ma in una dimensione diversa, attraverso una particolare formulazione di linguaggio. E’ il linguaggio il mezzo con cui si realizza la poesia. Le arti tutte hanno un materiale su cui lavorano: la pittura utilizza i colori, la musica le note (notare la correlazione con il numero sacro sette), la poesia le parole. La poesia, secondo Rilke, è la più alta espressione della parola. All’inizio era il Verbo. Ciò che è detto esiste. “Il verso è tutto”, asseriva D’Annunzio.
Dante nell’XI canto del Purgatorio afferma che “ha tolto l’uno all’altro Guido la gloria della lingua”, cioè che Guido Cavalcanti ha superato Guido Guinizzelli. Ma è significativo che identifichi il livello della poesia nella gloria della “lingua”, secondo il concetto medievale di lingua che comprendeva la tecnica stilistica, la retorica e la poesia facente parte della letteratura. Certo, la sapienza del linguaggio necessita di pazienza, fatica, abnegazione. Studio innanzi tutto. E’ inutile cominciare da zero, ma molto meglio continuare da traguardi già raggiunti, come qualsiasi artigiano sa bene. […] Così la conoscenza delle opere di poesia realizzate in tempi lontani o vicini può offrire molte indicazioni: non certo come incitamento a riprodurre, ma come suggerimento di formule da modificare o da reinventare. D’altra parte, se possiamo dire solo ciò che è stato detto e i poeti rubano da Omero, secondo Robert Burton, Cicerone aveva anticipato l’invito a non dubitare dell’esistenza dei poeti prima di Omero. Ma Eliot ha specificato che i poeti che rubano dai grandi poeti sono quelli bravi, mentre i mediocri si limitano a copiare. Discorso a parte è costituito dalle citazioni criptate o no, dai rimandi intertestuali, dalle appropriazioni non indebite come le definisce Bice Mortasa Garavelli. Un emistichio, o una immagine, o anche un verso intero, se introdotti con sapienza nella composizione, conservano il significato originale ma a esso sovrappongono l’accezione diversa nel mutato contesto”.

Torino090511 206
(Liana De Luca)

Due poesie di Lida De Polzer tratte dalla silloge vincitrice Sulla seta del cuore:
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(Sandro Gros Pietro consegna il premio a Lida De Polzer)

MEMORIA DI VENTO

Non so di quale nostalgia lontana
mormori questa sera di velluto
dove l’ombra si fonde con la luce
in un fluido abbraccio, e le memorie
di una vita si fondono nell’anima,
i rimpianti velati di dolcezza
e le dolcezze di malinconia.
Dal mio campo di ieri ha allontanato
già la sua falce il tempo mietitore,
ma ancora ondeggia nelle stoppie antiche
la memoria del vento tra le spighe;
e già il domani, avvolto in una luce
invisibile ancora, ha una sua voce
di nostalgia futura, una sua sete
dalle mani protese alla fontana
dell’Assoluto.

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SPAZI

Era frangia di luce sul crinale
la neve che scivolava leggera
su un sentiero di vento
poi forse era sgomento
lo spazio precipite e nuovo
o forse gioia
il lento conoscere l’aria
il discendere lieve
sul profumo del bosco cercando
un piccolo posto nuovo nel mondo.

Ora la luna
bianchissima antica si leva
dall’oscuro crinale della notte
e invade la valle e racconta
di spazi di luce infiniti
e tu ti sorprendi all’ascolto
d’un immane precipite silenzio
e tutto il tuo mondo ha la voce
di quello sgomento di gioia .

Due poesie di Silvano Demarchi tratte dalla silloge vincitrice Poesie scelte (1990-2006):

Copertina Demarchi

FRATELLO

Ora che Atropo ha reciso il filo
anche un altro s’è spezzato,
mi manca la tua voce
al telefono la sera. Un colpo
come un proiettile che colpisce
la pernice in volo, cadesti.
Te beato fra gli angeli
in cui credevi, non più attento
alle sofferenze d’altri
che cercavi di lenire.
Triste è chi rimane
dannato ad affondare e sorgere
nel duro cammino che ci resta,
quando un pianto sommesso, lamento
di ghiandaie, tesse un velo,
impenetrabile, tra noi mortali
e Dio.

DAL CADORE

Qui, a un’altitudine imprecisata
dentro una capanna che odora di pino,
ti scrivo. Stanotte, silenziosa e inattesa
è caduta la neve. Che pace intorno,
l’aria ovattata non trasmette suono,
paiono fantasmi gli abeti imbiancati
che sotto ostentano le fronde verde cupo.
“O Tannenbaum, o Tannenbaum wie grün
sind deine Blätter!” si cantava
da bambini. Vorrei salvare dall’oblio
quella favola natalizia che per anni
ho ripetuta con i miei figli; ma il tempo
è muto, più non riporta ciò che è stato,
sepolto sotto la bianca coltre
che scintilla nell’aria fredda del mattino.
Da molto sono emigrati gli uccelli,
rintanata chissà dove la volpe

e i vispi scoiattoli, i caprioli
che allietarono i giorni d’un moribondo
autunno, qui non si vedono.
Non è questo un presagio della morte
che ci attende?
Vorrei salvare dall’oblio del tempo,
che tutto cancella, quella sera che,
accesa una candela, ascoltammo
un preludio e fuga di Bach
che ci pervase, così che le nostre
due anime divennero una sola,
come si dice avvenga
allorché ci uniremo al Dio delle Nevi,
a cui vorrei ancora credere.
Ma è favola anche quest’ora fredda
che m’incanta, in cui ti scrivo.
Più non discerno, cara, tra ciò che è stato
e ciò che è. Forse la vita è questo sogno.

La cerimonia si è svolta a Torino, presso il Circolo dei Lettori, che ha sede nello storico Palazzo Graneri Della Roccia, in Via Bogino, 9. Ecco alcune foto della ricca documentazione fotografica degli “Amici delle mura di Bergamo” per la quale ringraziamo l’Ing. Arch. Franco Meani.

TORINO PALAZZO GRANERI DELLA ROCCIA

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Gros Pietro De Luca Barberi Squarotti
(da sinistra Sandro Gros Pietro – Liana De Luca – Giorgio Bàrberi Squarotti)

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QUALCHE CURIOSITÀ SUL PREMIO

L’origine del nome

Il premio I Murazzi ha una certificazione di origine squisitamente torinese, nasce in una città che è stata culla dell’editoria nazionale e che per prima ha lanciato la formula del Salone del Libro, successivamente riprodotta, con differenti varianti, in quasi tutti i capoluoghi regionali. I murazzi sono gli argini della riva sinistra del Po nel tratto tra Corso Vittorio Emanuele II e Piazza Vittorio Veneto, a Torino. Sono caratteristici perché al tempo della loro edificazione ottocentesca vennero ricavati dei magazzini di imbarcadero destinati al ricovero cantieristico delle barche dei pescatori fluviali che all’epoca operavano sul fiume. Il mestiere del pescatore fluviale, dato il progressivo inquinamento, è definitivamente scomparso dopo la seconda guerra mondiale e la zona è caduta in progressivo abbandono. Ma dagli anni ottanta è iniziata un’operazione di riqualificazione delle sponde metropolitane e i murazzi sono risorti a nuova vita. Gli ex-imbarcaderi sono divenuti locali di ritrovo dei giovani, con birrerie, tavole calde, ambienti di diverso carattere e tendenza che animano la vita notturna della capitale piemontese con un criterio di spontaneità e improvvisazione molto aperta. La zona ha finito per divenire un catalizzatore delle idee di svago e di creazione artistica, per nulla accademica, almeno per ora. Il premio I Murazzi raccoglie lo spirito di spontaneità popolare, ma anche di capacità propositiva e organizzativa che ha reso famoso in pochi anni anche all’estero quest’angolo della Torino by night. E tale spirito viene trasportato in campo poetico.

(da “Vernice”, Anno XV, n. 40)

I Murazzi

INVITO

Comitato d’Onore:
Daniele Cantore Presidente
Giorgio Bárberi Squarotti Studioso di Letteratura
Gianni Chiostri Disegnatore
Pier Franco Quaglieni Studioso di Storia
Armando Santinato Scrittore
Serena Siniscalco Scrittrice

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