Formuliamo per tutti gli amici gli auguri più fervidi in occasione delle festività pasquali con alcune nuove liriche del nostro socio Carlo OLIVARI
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BIANCA MAGIA
A Silvana
Luce mitica, e buia, la tua terra (1).
Da quei luoghi forse, ove passò,
qualcosa portandomi poi in suo intimo,
tragicamente invasore, mio padre-
Vivi allora di te solo tuoi nonni,
con plumbea fierezza sui volti incisa-,
contro il buio della sua, e nostra, storia
solo in sé trasognatamente, e mite;
da quei luoghi forse, mai visti,
marini, azzurri, rocciosamente aspri-
così certo la tua luminosità-
magico influsso da te su me venne.
O soltanto da tua intrinseca luce:
solare ed inesauribile,
in potenza di sguardo e di parola.
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1) L’Albania.

PER QUEI VERSI SU TE
A Silvana
Come fotografia su bianco incisa
di tomba, di tomba, certo di tomba,
in vuoto tremendo di staticità,
di ripetuta, in tempi, staticità,
con quelle, nerissime, tue pupille,
stellari in eterno, ed a noi stellanti.

PORTA INAPRIBILE
A S.
Batti con altri a inapribile porta,
con mani apparenti, non altro che ombra,
che a te stessa ti spalanchi di prima,
con la sua, per te, aurorale fulgenza.
A te stessa…involucro soltanto, vano,
laggiù dalla terra oramai distrutto,
o – tra i vivi, cosiddetti, ed i morti,
gravati da pesantissimo oblio -,
di là di invalicabile steccato.

STRANA SOLITUDINE
Per la notte di Silvana
O Cristo, ogni volta inchiodato,
che la tenebra dirompesti, unico,
anche la tua Resurrezione, a tratti,
è, in noi, misteriosa solitudine.

INCONTRO
A Linda (1)
Inatteso, provvidenziale incontro.
Mi traesti; così forte e leggera,
più di avventantesi morte rapida
pure ad essa certo impotente un giorno -,
da di buio fulmineità alla luce.
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1) Nel senso anche di Dio e di lui, tragicamente morto.

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