cci30032009_00002Il tema del ricordo è particolarmente importante per Francesca Di Caprio Francia che ha esposto in suoi precedenti libri i risultati di interessanti ricerche su figure femminili della storia di Genova, sul paese appenninico di Crocefieschi, sul cimitero di Staglieno, gloria del capoluogo ligure, nonché su targhe che si incontrano nelle strade della città. In questo suo ultimo lavoro si è invece abbandonata a ricordi più personali e si è impegnata sul versante strettamente letterario.
In questo caso il titolo del libro (Il privilegio del ricordo. Narratrici liguri del Novecento, De Ferrari Editore, Genova 2008, 16.00 euro, pp. 160, con ill. a colori) resta sospeso in una certa ambiguità, in quanto “il privilegio del ricordo” si potrebbe intendere in senso oggettivo, riferito cioè alle scrittrici che, per l’attività svolta, meritano di essere ricordate, mentre l’autrice precisa che l’espressione va intesa in senso soggettivo, in quanto è lei che ha il privilegio di ricordarle perché ha avuto la fortuna di conoscerle di persona e, per diverse, di aver goduto o di continuare a godere dell’amicizia, sentita questa sì davvero come un privilegio e, proprio per questo, nel ricordo vuole coinvolgere i lettori, anche se in qualche caso con commozione, soprattutto per quelle autrici che ormai non ci sono più, alcune scomparse da pochissimo.
Le scrittrici sono nove: Minnie Alzona, Elena Bono, Irene Brin, Francesca Duranti, Marise Ferro, Milena Milani, Liana Millu, Camilla Salvago Raggi e Beatrice Solinas Donghi, tutte attive nella seconda metà del Novecento in Liguria, regione per alcune di nascita per altre d’elezione.

Il libro si apre con un breve, ma puntuale, saggio sulla narrativa femminile italiana, e in particolare ligure, per proseguire con le sezioni dedicate a ciascuna, composte dal profilo biobibliografico, da un saggio critico e da un testo letterario. Sono nove testi di autrici tutte note, a livello nazionale e talvolta pure internazionale, anche se diverse per origine, formazione e mentalità, che ci inducono a riflettere sui traguardi letterari conseguiti dalle donne e mostrano come il panorama della narrativa ligure del Novecento sia articolato e vario, nella continuità di una tradizione letteraria molto importante. Sono testi narrativi tutti ariosi e di piacevole lettura, capaci di farci entrare con grazia e leggerezza nell’universo femminile, indirizzando l’attenzione su questioni da sempre particolarmente problematiche per le donne e offrendo spunti di riflessione e di approfondimento, nonché sovente anche ipotesi di soluzione. I saggi critici sono redatti da esperti che hanno avuto consuetudine di lettura e di studio con ogni singola autrice e ne hanno indagato a fondo la personalità, grazie anche, quasi sempre, ad una conoscenza diretta: Elio Gioanola, Giovanni Casoli, Anna Nozzoli, Massimo Bacigalupo, Ursula Vogt, Pier Luigi Ferro, Giovanni Meriana, Stefano Verdino e Pino Boero. Sono donne, ma soprattutto uomini, studiosi di letteratura contemporanea, il che fa sì che il libro, pur redatto in un’ottica femminile, non sia limitatamente femminista, ma si avvalga dell’arricchimento che naturalmente deriva dal dialogo, senza conflitto, tra uomini e donne.
Per meglio illuminare il ricordo di ciascuna scrittrice è stato aggiunto un quadro al profilo di ognuna, in un rapporto di creatività tra pittura e scrittura: sono opere di Roberto Bixio, Gianluigi Coppola, Paolo Croce, Giovanni “Ligustro” Berio, Angelo Pierri, Elena Pongiglione, Cecilia Ravera Oneto, Raimondo Sirotti e Giorgio Tabet. Particolarmente significativo ed intenso il ritratto di Elena Bono, eseguito da Gianluigi Coppola, che raffigura la scrittrice pensosa con alle spalle, sfumate nella monocromia, molte delle figure storiche che hanno abitato la sua fantasia e sono diventate personaggi delle sue opere letterarie.
Indubbiamente un libro utile per conoscere la produzione ligure, ma anche un tassello importante per delineare un panorama completo del narrare al femminile.

Rosa Elisa Giangoia

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