immagine-copertina1Rosa Elisa Giangoia

Il nuovo libro di poesie di Elio Andriuoli (Le vie della saggezza, De Ferrari, Genova 2009, pp. 103, euro 12.00) si apre con testi pieni di luminosità e di serenità che, in dialoghi consolanti d’amicizia, guardano con fiduciosa accettazione agli Approdi eterni, che dànno il titolo proprio alla lirica d’apertura il cui mondo di fervida luce / che s’avvia alla sua sera continua nella lirica Tramonto dove la mestizia della consapevolezza che ormai Non sarà lungo il nostro navigare viene riscattata dalla certezza che Il giorno si fa d’oro alla sua foce. Questa luminosità che consola il vivere quotidiano si apre sull’Eterno, in cui il poeta ha fiduciosa speranza. Egli infatti segue un sogno che da sempre dura / fatto di Luce, fatto di Splendore, / teso al miraggio d’un’età futura. In questa tensione di speranza verso un futuro che si fa eterno, il poeta ricapitola Il passato che al presente si confonde e che Ci ridona / negli anni tesori alti di vita / che credevamo perduti. A legare il passato al futuro è soprattutto per il poeta l’urgenza di un Consuntivo, in cui emerge il timore di non aver saputo far fruttare i propri talenti, di aver sperperato le personali ricchezze, per cui si trova a constatare che Sempre la Voce imperiosa in me suona, / nel vento trasognato delle ore. E’ la voce della coscienza, è l’espressione della tensione esistenziale, alla quale il poeta però può opporre le su Rispondenze, la voce della sua ispirazione poetica che rivela i misteri impenetrati e disvela i segreti più oscuri, cercando di esprimere le inquietudini interiori con l’infittirsi dei versi sulla pagina.

Anche se La Voce, che parla nell’interiorità del poeta, si è fatta voce poetica di verità, essa non si placa: Mai si tace l’eterno suo richiamo. / Mai si placa la nostra oscura sete / d’una parola che l’animo schiari / e la sua ansia insaziata assecondi / di ridenti, felici, eterne mete. La parola a cui affidarsi è quella del Messaggio, cioè la parola poetica, ricca di tutte le sue potenzialità espressive e significanti: Al ritmo di un verso ci affidiamo, / nella tenue speranza di durare / nel mare senza limiti dell’Essere. Ma l’ultimo e più alto desiderio del poeta è quello di Sopravvivere ai vincoli del tempo, / oltre il volo dell’albe e delle sere, / sino a giungere là dove veder / tutto si può il mirabile portento / dell’Essere che raggia e che s’eterna. Questa fiducia nel sopravvivere trova saldezza e consistenza nella Presenza che è Presenza Imperitura, che trascina, è gioia e tormento, ma soprattutto Speranza, capace di dare senso e orientamento a tutta la vita. E questo senso di cui il poeta ha acquisito consapevolezza, sente la responsabilità di comunicarlo agli altri, proprio perché lui ha avuto Il dono della voce, quella che serve per dare un nome a tutte le apparenze / e inventare la favola dei giorni / che nei millenni ognora si rinnova.
Questa è la trama di riflessione esistenziale del nuovo libro di Andriuoli, che approfondisce con accentuazione dei motivi della luce e della speranza tematiche già presenti nelle raccolte precedenti. Ma su questa visione della vita si innestano componimenti di ricordi (Più non ricordo, Una storia, Fulsere), di rievocazione e dialogo con personaggi famosi (A Dante, A Wolfgang Amadeus Mozart, Per un pittore morto in giovane età, Archimede), di incontri con perone, soprattutto nel dolore (Manuela, Incontro, L’amuleto, Per un giovane suicida), di colloquio con famigliari e amici (Sovente, Edicole, A mio padre), di rievocazione di luoghi suggestivi (All’isola del Tino, Da Scilla, Grotta marina, Pioggia, Dalla tomba dei leopardi a Tarquinia, Torino, Fotogramma, Dal castello di Torrechiara nel Parmense), di contrappunto a testi importanti della tradizione (Ridestarsi, L’ingiustizia, Prometeo, La bellezza del mondo, Antivedere).
Abbiamo così, da quest’ampio spettro di temi che costituiscono i motivi d’ispirazione della poesia di Andriuoli in questa sua ultima raccolta, la conferma della ricca sfaccettatura della sua voce poetica, che nasce da un occhio capace di posarsi con penetrante acutezza su tutti gli aspetti ed i momenti della realtà che cadono sotto la sua esperienza, e che gli dà modo di comunicare con leggerezza, nell’armonia del verso, sempre levigato e controllato, la sua interpretazione del piano della fenomenologia, filtrata attraverso una sicura e personale visione dell’esistenza.

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