Rosa Elisa Giangoia

carlo-e-alberto1
La santità oggi, per i giovani, è ancora una prospettiva di realizzazione personale tenuta in qualche considerazione? Sembrerebbe proprio di sì, se ripercorriamo le vicende terrene e l’eredità spirituale di Carlo Grisolia e Alberto Michelotti, diventati Servi di Dio il 25 settembre scorso nella Basilica di Santa Maria Immacolata a Genova con la cerimonia che ha avviato il processo diocesano della loro causa di beatificazione e canonizzazione. Carlo ed Alberto sono morti nel 1980 a quaranta giorni di distanza l’uno dall’altro, intorno ai vent’anni, e in città ci sono ancora i loro genitori, fratelli, sorelle, altri parenti e molti amici che li ricordano con affetto e rimpianto, ma anche con tanta ammirazione per la loro breve, ma intensa ed esemplare, vicenda terrena. Tanti erano presenti in chiesa quel giorno, soprattutto molti giovani, a testimoniare che la capacità che Carlo e Alberto hanno avuto in vita di coinvolgere tantissimi loro coetanei è tuttora viva e operante per grazia del Signore. L’amicizia tra di loro e l’amicizia con gli altri è stata uno dei tratti salienti della loro vita: proprio in questo sentimento umano, ma vissuto cristianamente, sulla linea di antichi modelli, come quello di s. Basilio di Cesarea e s. Gregorio Nazianzeno, e di riflessioni di profonda natura teologica, come quelle di s.Agostino, la chiesa ha visto un elemento di santità, soprattutto per la volontà di aiutarsi reciprocamente nel cammino della fede e per l’aver saputo sempre coinvolgere e condividere nelle loro scelte di vita chi avevano accanto, soprattutto gli amici del gruppo dei Focolarini, le persone della parrocchia, i poveri e gli emarginati che avevano occasione di incontrare. L’origine di questa loro amicizia è da ricercarsi nell’insegnamento ricevuto dalla fondatrice del movimento dei Focolari, Chiara Lubich, che raccomandava di “farsi santi insieme”. Per questo il rapporto di amicizia tra loro era particolare, non un’amicizia superficiale, ma un modo per aiutarsi l’un l’altro ad andare verso Dio, a fare ognuno la propria strada, ma sapendo di poter contare sul reciproco sostegno. Tutto questo con uno stato d’animo speciale, quello dell’allegria nella virtù e della ricerca della santità nella normalità della vita quotidiana. Carlo e Alberto erano infatti due giovani intraprendenti, dinamici, pieni di vita. Alberto era più maturo, studente di ingegneria, seriamente impegnato anche nel servizio nella sua parrocchia, quella di Preli in Valbisagno, molto devoto alla Madonna e assiduo nell’eucarestia; Carlo, con uno spirito artistico da poeta e musicista, era anch’egli attivo nella sua parrocchia, quella della Canova, sempre in Valbisagno, molto attento e sensibile nei confronti dei più bisognosi. Nell’estate del 1980 la loro esistenza arrivò improvvisamente alla sua conclusione terrena: Alberto, durante un’ascensione in montagna, cade in un canalone ghiacciato sulle Alpi Marittime, vittima della sua passione per le vette alpine, Carlo, proprio in quei giorni, inizia il suo calvario di malattia che, inesorabilmente, in 40 giorni, lo porta alla morte. Ma furono giorni di straordinario fervore religioso, suo e dei suoi amici, che lo accompagnarono all’incontro con il Signore in un’esperienza di vita comunitaria davvero straordinaria.
Il senso delle loro esistenze è stato ben chiarito dal Segretario di Stato, card. Tarcisio Bertone nella prefazione al libro a loro dedicato (M. Zanzucchi, Il tuffo in Dio. I 40 giorni di Carlo e Alberto, Città Nuova Editrice, Roma 2005): «Un desiderio accomunava questi due giovani: mettere Dio al centro della propria vita. L’intesa e l’amicizia tra Carlo ed Alberto aveva quindi radici profonde. Il poter affrontare insieme (con Gesù presente fra loro) problemi e difficoltà di ogni giorno, li aiutava a vivere i momenti difficili e a superare la tentazione di fermarsi e lasciar perdere. Tante volte hanno ricominciato, tante volte hanno sperimentato la rinascita sempre nuova della vita in loro e attorno a loro». Per questo le loro figure sono un esempio e un motivo di speranza.

Annunci