FRANCO CONTORBIA (A CURA DI): LUCIA RODOCANACHI –
LE CARTE; LA VITA
(Società Editrice Fiorentina, 2006, E 14,00)

Nata a Trieste nel 1901, ma trasferitasi sin da giovane in Liguria, Lucia Morpurgo, moglie del pittore Paolo Stamaty Rodocanachi, è stata una delle presenze più attive della vita culturale fiorita nel Novecento nella sua terra di adozione.
A partire dai primi anni Trenta infatti, ella aprì la sua casa di Arenzano, per squisitamente accoglierli e favorirne la reciproca conoscenza, ad alcuni tra i maggiori ingegni letterari del momento, dei quali sono da ricordare Angelo Barile, Adriano Grande, Camillo Sbarbaro, Eugenio Montale, Elio Vittorini, Carlo Bo, Carlo Emilio Gadda, Bobi Balzen, Henry Furst, Gianna Manzini, oltre a pittori noti quali Oscar Saccorotti ed Emanuele Rambaldi. A costoro è poi da aggiungere Guglielmo Bianchi, poeta, pittore e fondatore, nonché sovvenzionatore della rivista “Circoli”.

Verso questi intellettuali, che periodicamente si riunivano nella sua casa, Lucia Rodocanachi non fu soltanto larga di generosa ospitalità, ma costituì per loro anche un “punto di riferimento”, seguendone “da vicino il lavoro, spronandone l’entusiasmo e valorizzandone la creatività”, come osserva Benedetta Vassallo (p. 204 del libro in esame).
Bene ha fatto pertanto Franco Contorbia ad occuparsi di questa interessante figura di aggregatrice di ingegni, curando un libro intitolato Lucia Rodocanachi: le carte, la vita che ce la presenta in maniera compiuta attraverso alcuni saggi di Federica Merlanti, Franco Contorbia, Carla Peragallo, Andrea Aveto e Benedetta Vassallo, oltre che di uno scritto della stessa Rodocanachi.
I saggi qui raccolti hanno come base le lettere del Fondo Morpurgo Rodocanachi appartenente alla Biblioteca Universitaria di Genova, riguardanti la corrispondenza di Lucia con Montale, Sbarbaro, Vittorini, Bianchi. Particolarmente interessante è nel contesto il saggio di Franco Contorbia Una donna velata tra Lucia e Irma (Brandeis), nel quale l’insigne studioso mette in luce la discreta presenza di Maria Rosa Solari, donna bellissima ed affascinante, accanto alle altre donne ispiratrici di Montale, proprio avvalendosi di alcuni cenni emergenti dalla corrispondenza del poeta genovese con Lucia Rodocanachi.
Ma si vedano anche le interessanti osservazioni che Federica Merlanti fa nel suo saggio Eugenio Montale e Lucia Rodocanachi, circa il viaggio a Firenze di Lucia e circa la “tormentata storia” di Montale con Irma Brandeis, che lascerà tracce ne Le occasioni. E si veda l’acuta analisi di Carla Peragallo, ricca di molte importanti osservazioni, della corrispondenza tra Camillo Sbarbaro e Lucia Rodocanachi.
Seguono inoltre, e non sono di poco interesse, i saggi di Andrea Aveto, Traduzioni d’autore e no. Elio Vittorini e la “segreta” collaborazione con Lucia Rodocanachi e di Benedetta Vassallo, Guglielmo Bianchi e Lucia Rodocanachi: cronaca di un viaggio (e di un naufragio) nell’arte e nella vita.
Compiutamente scaturisce da questi saggi la figura di Lucia e il valore della sua attività in favore della cultura in Liguria (e non soltanto in Liguria) negli anni Trenta e Quaranta; e per converso scaturiscono alcuni risvolti della personalità dei suoi corrispondenti, fatta di luci e di ombre, e in ogni caso non sempre ispirata a sentimenti di disinteressata e autentica amicizia. Il che costituisce un non piccolo pregio di un libro che apre spiragli inattesi, utilissimi per una maggiore conoscenza della vita segreta di alcuni tra i maggiori scrittori del nostro Novecento, di cui rivela aspetti ignorati.

Elio Andriuoli

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