di Margherita Faustini

Vico Faggi ha recentemente pubblicato un libro dal titolo Lo sport e l’anima (Edizioni di RESINE, Sabatelli, Savona 2006) con postfazione di Davide Puccini. Sono pagine di prosa e di poesia che, partendo da dati personali, riescono a fotografare un’epoca ormai lontana. Chiara e concisa la premessa dell’autore: Sono tutti legati, i ricordi, alla passione che da ragazzo, da adolescente, da giovane, mi ha tenuto compagnia. Lo sport, dico, e precisamente calcio, ciclismo, pugilato, ciascuno dei quali aveva il suo fascino, i suoi campioni, i suoi miti.

Queste pagine sono una carrellata di tasselli del passato che si presentano alla mente e al cuore del poeta in modo vivo, commosso.Il libro comunque, a mio parere, non nasce soltanto dal desiderio di rivivere i giorni spensierati dell’adolescenza, ma dall’esigenza di riportare alla ribalta dell’esistenza alcuni personaggi amati e ammirati, sommersi dalle successive generazioni nell’eterno fluire del tempo che tutto travolge e disperde. Tenera la figura della madre che lo aspettava all’uscita della scuola per consegnargli la Gazzetta dello sport, vive quelle dei diversi campioni sportivi, tra cui campeggia il calciatore Valcareggi che, durante una partita, viene ingiustamente fischiato e insultato dal pubblico. L’eroe è sugli altari e poi, di colpo, nella polvere, così scrive Vico Faggi. D’altronde l’intera nostra vita è contraddistinta dalla precarietà, subordinata al succedersi di eventi di cui a volte, troppe volte, non possiamo che essere inerti protagonisti. Comunque il ragazzo di allora, provando sdegno e amarezza per ogni forma di ingiustizia, mantiene intatta la sua stima per l’indomito Valcareggi. Il giovane Faggi, in quell’occasione, forse per la prima volta, comprende i suoi veri sentimenti che, conservati intatti durante l’intero arco terreno, saranno, ovviamente, determinanti per le sue scelte esistenziali.
Il poeta, considerandosi uno dei pochi superstiti di una generazione che, ben presto, ha dovuto deporre le sue illusioni per affrontare un devastante conflitto mondiale, vuole ricordare e soprattutto meditare sul significato del tempo, la cui memoria presto sbiadisce nella mente di tutti.
E’ una plaquette ricca di risvolti umani in cui ogni lettore può trovare qualcosa di se stesso.

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