ioIntervento di Rosa Elisa Giangoia al convegno Poeti profeti? tenuto a San Miniato al Monte a Firenze il 27 giugno 2009

La Commedia è il testo poetico in cui la profezia è l’elemento costitutivo essenziale.
Il termine “profezia” nella Commedia si sfaccetta in una pluralità di significati: possiamo infatti intenderlo come predizione del futuro, in senso interno e storicamente esterno, nonché soprattutto come proclamazione di verità. Innanzitutto ci sono le profezie che riguardano Dante uomo e in particolare il suo esilio, messe in bocca a Farinata degli Uberti (Inf. X, 77-81), Brunetto Latini (Inf. XV, 61-64), Vanni Fucci (Inf. XXIV, 140-142), Corrado Malaspina (Pg. VIII, 136-138) e a Cacciaguida (Pr. XVII, 55-60). La forte carica profetica che investe questo tema
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SAVE0247Liliana Porro Andriuoli
Parte prima: I poeti

Giovedì 18 giugno alle ore 18, al Porto Antico di Genova, si è svolta un’interessante e originale manifestazione poetica (non solo una semplice recita di poesie, dal momento che sono stati cantati anche alcuni testi, insieme ad alcune canzoni), organizzata dalla locale Biblioteca Berio, che ha visto coinvolta, durante l’undicesima edizione del SUQ, Festival delle Culture, l’Italia accanto alla Romania. Sono state infatti in questa occasione affiancate ad alcune poesie dei maggiori rappresentanti della poesia romena quelle di quattro poeti liguri (tutti legati al “Gatto certosino”), i quali hanno avuto la ventura di “emigrare”, qualche anno fa, con le loro poesie in terra di Romania. Read the rest of this entry »

SAVE0245Liliana Porro Andriuoli

Gli studiosi dell’800 letterario italiano nei loro saggi si soffermano in genere sui poeti maggiori, come Foscolo, Manzoni, Leopardi e lo stesso Carducci, mentre i poeti minori vengono troppo spesso trascurati. Quanto mai opportuno appare dunque il nuovo libro di Silvano Demarchi, dedicato appunto ai Poeti minori dell’800 italiano (Padova, Venilia Editrice, 2009), nella cui produzione si possono trovare anche oggi testi godibilissimi. (Di Silvano Demarchi poeta in proprio ci siamo già occupati, dedicandogli la Lettera in Versi n. 15, del settembre 2005).
Il primo degli otto poeti presi in esame da Demarchi è Giovanni Berchet, ricordato come autore di un poemetto I profughi di Parga e di alcune romanze, quali Il romito del Cenisio, Clarina, Giulia e specialmente, tra Le fantasie, Il Giuramento di Pontida, che ai loro tempi ebbero molta risonanza; ma soprattutto come autore di versi “pervasi da un tono lirico-elegiaco”, quali quelli della romanza Il trovatore. Berchet è anche noto per aver scritto La lettera semiseria, con la quale ha inizio in Italia il dibattito sul Romanticismo.
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Giovedì 4 giugno 2009 – ore 17.00

SAVE0243LE FOGLIE DI SIBILLA
di Giorgio Bàrberi Squarotti

SAVE0244LE VIE DELLA SAGGEZZA
di Elio Andriuoli

DE FERRARI EDITORE

Saluti del prof. Francesco Surdich, Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia
Interventi di Guido Zavanone, direttore della collana di poesis Chiaro-Scuro e del critico letterario Francesco De Nicola
Letture di Mario Menini

AULA MAGNA della FACOLTA’ di LETTERE e FILOSOFIA
via Balbi, 2 – GENOVA

Alcuni momenti della manifestazione

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Francesco Surdich Francesco De Nicola — Guido Zavanone Elio Andriuoli
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Mario Menini

e due poesie dalle nuove raccolte:
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CCI23052009_00001PERCHE’ MI PIACE TOLKIEN?
Intervista ad Andrea MONDA e dibattito con il pubblico
su Il Signore degli Anelli
Conduce Rosa Elisa GIANGOIA
Letture di Nuccia Stancanelli
Sabato 23 maggio ore 17 Sala Barabino via Macaggi, 92AR
GENOVA

Andrea Monda, nato a Roma nel 1966, si è laureato in Giurisprudenza all’Università La Sapienza e in Scienze Religiose presso la Pontificia Università Gregoriana. Dopo una lunga esperienza nel settore bancario, dal 2000 è docente di Religione Cattolica in licei romani e dal 2007 anche presso la Pontificia Università Lateranense, con un corso su “Insegnamento della Religione Cattolica e letteratura”. Dal 2008 conduce pure un corso presso la Pontificia Università Gregoriana, su: “Cristianesimo e letteratura contemporanea”.
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CCI21052009_00001MERCOLEDI’ 20 maggio si è riunito il GRUPPO di LETTURA presso la BIBLIOTECA SERVITANA di via Baroni a GENOVA
I presenti erano 13
Sono stati letti e presentati i seguenti testi o parti di essi:

Corinna Praga (a cura), Genova per voi, Centro Risorse Alunni Stranieri;
Elena Bono, Dicevi a primavera
Il vecchio amatore alla moglie
Paola Seghizzi, Ricchezza
Walter Sardero, Emozioni di viaggio
Silvina Ocampo, Poema d’amore disperato – Sonetto IV
Cronaca del 2006 – Cronisti liguri

Il prossimo incontro sarà
MERCOLEDI’ 21 OTTOBRE alle ore 16.30
presso la BIBLIOTECA SERVITANA di via Baroni a Genova

Soffermiamoci su due dei testi presentati:
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Liliana Porro Andriuoli

Il giorno 11 maggio scorso alle ore 17,30 si è svolta a TORINO la Cerimonia di Premiazione della prima edizione del Premio di Poesia I MURAZZI, riservato agli autori editi dalla piccola e media editoria.
La giuria era composta da:

Sandro Gros-Pietro Presidente Torino090511 204
Giovanni Chiellino Commissario (dx)
Giovanna Colonna Commissaria (dx)
Mirka Corato Commissaria (sx)
Pierantonio Milone Commissario (sx)

Il premio è stato organizzato dall’Associazione onlus Elogio della Poesia ed è stato totalmente sponsorizzato dalla Genesi Editrice e dalla Fondazione CRT. Ecco i Premiati per le tre sezioni:
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IMG_1557Venerdì 15 maggio ore 19
Oratorio di San Filippo
Piano monumentale
GENOVA

nel novero delle manifestazioni de
il circolo letterario
letture da
Otto tempi per un presagio.
Incontro con la poesia di Bruno Rombi.

Rosa Elisa Giangoia

CCI11052009_00002La nuova raccolta di poesie (La pietra e le nuvole, Interlinea Edizioni, Novara 2009) di Domenico Camera, la sesta della sua ormai ultraquarantennale attività poetica, si apre con la lirica Lupo, emblematica da un lato dell’attenzione per gli animali da parte dell’autore, artefice da molti anni degli apprezzatissimi “Foglietti del bestiario”, e nello stesso tempo indicativa di una precisa interpretazione della realtà e della vita che guida Camera per tutta la raccolta, lungo una linea di disvelamento dell’autenticità di fronte e in contrapposizione al conformismo e alla banalità. Qui la divaricazione, netta e precisa, nasce dall’intreccio contrappositivo con un testo della tradizione letteraria, quel San Francesco e il lupo, che, riprendendo la ben nota pagina dei Fioretti di san Francesco, stigmatizza la malvagità e la ferocia del lupo, a cui Camera contrappone l’autenticità della sua natura, osservando che Il lupo non è una figura del male, in quanto Deputato a ferire […] l’animale è per sempre innocente.
Ecco la cifra originale ed autentica della poesia di Camera: rilevare ed esprimere con efficacia significativa la verità di quanto ci circonda, ci accade e ci è dato di osservare, al di là dell’apparenza e della percezione superficiale.
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(Teatro di Epidauro)

Intervento di Rosa Elisa Giangoia al Convegno Non di sole parole – la letteratura e le altre arti -

Reggio Calabria 2-3-4 aprile 2009

Nella storia della produzione artistica europea la tragedia greca rappresenta la prima vera espressione frutto della coscienza del potenziamento comunicativo derivante dalla sinergia di forme di comunicazione diverse. Quasi che gli autori, in un itinerario di acquisizione di consapevolezza di cui ci sfugge il percorso, in quanto lo vediamo già pienamente realizzato in Eschilo, avessero cercato di raggiungere il massimo di efficacia comunicativa utilizzando tutte le forme di espressione che in quel momento avevano a disposizione. Questo mettere insieme ogni possibilità e potenzialità espressiva e comunicativa nella tragedia greca aveva lo scopo di creare un impatto emotivo quanto più forte possibile, per un fine ben preciso: la catarsi. La tragedia ci dà quindi quel momento “plastico” della grecità, celebrato da Hegel nelle Lezioni sull’estetica, nel quale lo spirito si era esposto in un momento di pacata e irripetibile serenità. Questa plasticità, per essere espressivamente compiuta, ha bisogno di una pluralità di mezzi artistici e creativi: struttura architettonica, parola, anzi parola ritmica, movimento, in particolare di danza, voci recitanti, suoni e scena. Ciascuno di questi elementi di per sé può essere strumento espressivo di arte, ma tutti insieme si potenziano, se accortamente utilizzati ed armonizzati, determinando arricchimenti di significato e amplificando le possibilità di impatto e di coinvolgimento emotivo per un preciso obiettivo.
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